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Negli ultimi 90 minuti della stagione il riassunto di tutto il 2012/13: i biancocelesti portano avanti un'idea fino in fondo, la Lupa quell'idea la sta ancora cercando...

Quando la Roma è andata a ritirare la medaglia d'argento, l'Olimpico giallorosso s'era già svuotato. Troppa la delusione di perdere l'appuntamento con la storia, per di più in casa, con l'aggravante di aver regalato il derby alla Lazio. Lo comprendiamo. Anche se, rivedendo le immagini di Wembley, abbiamo ancora negli occhi i tifosi del Dortmund che applaudono i loro giocatori, quasi a consolarsi, mentre gli “odiati” rivali del Bayern ancora festeggiano.

Non c'era più nessuno a consolare il Capitano, occhi lucidi e la consapevolezza dell'ultima occasione scivolatagli dalle mani. La Roma, però, va detto, non ha fatto davvero nulla per meritarsi questa coppa. E, probabilmente, è soprattutto questa è la colpa che i suoi tifosi non le hanno perdonato. Forse le gambe non avevano più la forza di reagire agli stimoli del cervello o, molto più semplicemente, non c'erano proprio più stimoli, ma il risultato è stato di una povertà tecnica imbarazzante, abbinata ad una superficialità quasi irritante.

LA PARTITA | ROMA-LAZIO 0-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

ROMA
16
5
52%
1
5
1

LAZIO
13
5
48%
5
4
3

Quest'anno la Roma non è mai stata squadra, non poteva diventarlo per incanto nell'ultima gara della stagione, benché fosse la più importante. Anzi, in una situazione del genere sono venuti fuori tutti i limiti, gli scollamenti, gli egoismi.

La Lazio non avrà dato una lezione di calcio, ma ha dimostrato cosa significhi sacrificarsi per il gruppo. Un concetto che, dall'altra parte del Tevere, farebbero bene ad imparare in fretta. Senza, non si va da nessuna parte.Con, magari, non arrivi in finale Champions League, ma la Coppa Italia la porti a casa. E pure meritatamente.

Non c'è dubbio che questa sia la vittoria di Petkovic: arrivato in punta di piedi, il tecnico biancoceleste ha convinto tutti nell'unico modo di cui è capace: lavorando, in silenzio. Non vende fumo, non è un gran comunicatore, è un uomo semplice, dai concetti non certo rivoluzionari, ma è concreto, capace e, soprattutto, estremamente preparato. Il merito, però, è anche di chi l'ha scovato, lanciato, spronato, difeso.

Questa non è la coppa del fuoriclasse, o il titolo arrivato grazie alla giocate o ad una botta di fortuna, questa è la vittoria di un'idea. Vecchia e bellissima. E cioé che non bastano i soldi per vincere. Ci vuole anche un'idea, appunto. La Lazio ce l'ha, la Roma la sta ancora cercando.

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