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"Sono soddisfatto, ma complimenti anche alla Roma - dice il bosniaco dopo il match - per come l'abbiamo preparata sapevo che qualcosa avrebbe dovuto tornarci indietro".

Vladimir Petkovic entra definitivamente nella storia della Lazio. E' lui, il 49enne tecnico bosniaco che nessuno conosceva, a regalare al club biancoceleste la sesta Coppa Italia, a quattro anni di distanza dall'ultima. La rete di Lulic stende la Roma, e così l'ex allenatore dello Young Boys può festeggiare, sempre con la consueta eleganza.

"Sono molto soddisfatto per i ragazzi - esordisce, intervistato sul prato dell'Olimpico da 'Rai Sport' - che hanno lavorato bene e lo hanno dimostrato sul campo. Voglio fare i complimenti anche alla Roma, mi spiace per loro, so cosa si prova perché in Svizzera ho già perso più volte in finale. Ma sono orgoglioso per i miei, siamo in Europa League".

"Sapevo per come abbiamo preparato la gara che qualcosa doveva tornarci indietro - continua Petkovic - Con un po' di fortuna e tanta testa abbiamo vinto e sono contentissimo. In pochi credevano in me quando sono diventato l'allenatore della Lazio, ma io sono rimasto sempre lo stesso, uguale a quando sono giunto a Roma".

"Non eravamo brillantissimi, era la 57ma partita ufficiale più altre partite con le nazionali per alcuni giocatori. Ma sono soddisfatto per tutti, dai giocatori al magazziniere. Quando ho capito che avevamo vinto? Solo quando Orsato ha fischiato la fine. Siamo stati tranquilli dietro ma potevamo sfruttare meglio i contropiedi. Ma l'importante è che abbiamo vinto".

Sulla prossima stagione: "Non sono abbastanza lucido ora per fare analisi. Aspettiamo qualche giorno e vedremo. Il mio contratto dura un altro anno, però bisogna parlare con la società. Se avessimo perso sarei stato messo sicuramente in discussione. Intanto torno a Formello per cambiarmi, ogni altro pensiero non è opportuno".

Infine, Petkovic ammette: "Questa è la vittoria più importante della mia carriera. Non do voti alla stagione, perché i giocatori hanno dato tutti il 100%. Il sostegno tifosi fa molto piacere dal punto di vista umano. Cercavo sempre di rimanere me stesso ed essere umile. La gente ha apprezzato il nostro sforzo".

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