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Lotito il giorno dopo la conquista della finale tiene alta la guardia: "Non siamo a bocce, non vince chi arriva più vicino. Roma in finale? Io non faccio pronostici".

Il presidente biancoceleste Claudio Lotito mantiene alta la tensione anche il giorno dopo che la Lazio ha ottenuto un grande risultato: eliminare la Juventus dalla Coppa Italia e raggiungere la finale, quattro anni dopo l'ultima.

"Il calcio non è come il gioco delle bocce: non vince chi va più vicino" ha sentenziato all'uscita dal consiglio della Figc-. L'umore è positivo come del resto è stato fino ad oggi. Sicuramente c'è la soddisfazione per la finale raggiunta, ma adesso dobbiamo chiudere definitivamente il problema: quello che conta è la finale".  

E in questa finale potrebbe profilarsi un derby da urlo (la Roma affronterà il ritorno con l'Inter il 17 aprile e parte dal 2-1 dell'andata) e proprio all'Olimpico: "Io non faccio pronostici. Sono un cattolico praticante e mi auguro che la divina provvidenza mi riservi la squadra più consona al nostro modo di fare calcio".

Per quanto riguarda la direzione arbitrale di Banti e i commenti a caldo di Antonio Conte, il presidente della Lazio afferma: "Io non ho mai espresso giudizi sugli arbitri e tantomeno lo farò ora".

"Ritengo che la classe arbitrale vada rispettata perché rappresenta la terzietà. Se ci sono problemi -ha proseguito Lotito- uno li deve presentare nelle sedi appropriate e non enfatizzarli ai mass media. Io non l'ho sentita la conferenza di Conte, ma ognuno fa le sue scelte. Io ho un certo stile, gli altri il loro".

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