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L'allenatore viola condanna il ricorso della società giallorossa per l'inversione del match di Coppa Italia: "Fatto per convenienza da avvocati che cercano solo visibilità".

Sarà anche amatissimo dai suoi ex tifosi per il proprio passato da calciatore, col corredo di uno scudetto vinto nel 2001, ma certo Vincenzo Montella non le ha mandate a dire alla 'sua' Roma. Tutto, ovviamente, per quel pasticcio dell'inversione della gara di Coppa Italia.

Sul ricorso, poi respinto, effettuato dal club giallorosso per la decisione della Lega Calcio di far giocare al Franchi e non all'Olimpico la semifinale del torneo (concomitanza, non nelle date ma nel turno, con l'impegno della Lazio contro il Catania), il tecnico della Fiorentina è duro: "Lo fanno per convenienza".

"Il regolamento mi pare chiaro - ha detto Montella - e dico che forse andrebbe anche letto e capito prima di firmarlo. A volte gli avvocati presentano ricorso soltanto per avere visibilità, insomma, per una questione di convenienza, e credo che questo sia il caso".

Nonostante le proteste romaniste la gara, valevole appunto per i quarti di finale di Coppa Italia, si dovrà dunque giocare a Firenze mercoledì prossimo. La vincente tra Fiorentina e Roma affronterà in semifinale quella del match tra Inter e Bologna, di fronte a San Siro martedì.

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