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Il francese del Milan, non ancora maggiorenne, ha segnato in Coppa Italia contro la Reggina. E si candida come opzione per Allegri, che però predica calma: "Lasciamolo crescere".

Si può essere un oggetto misterioso a 17 anni? Si può, se la squadra in cui giochi è una che non t'aspetta. Quest'anno però va così: il Milan è in fase di ricostruzione e i giovani è quasi obbligato ad aspettarli. Come M'Baye Niang, in rete per la prima volta ieri sera. E finalmente capace di dimostrare cosa sa fare.

Il francesino prelevato dal Caen ha impiegato 25 minuti per andare a segno contro la Reggina, nel 3-0 in realtà nemmeno troppo semplice di Coppa Italia. Al 54' è entrato per Robinho, al 79' l'ha messa nel sacco. Entrando così nella ristretta cerchia di chi ha gonfiato la rete avversaria non ancora maggiorenne.

Il primo che viene alla mente, ovviamente, è un altro milanista, Gianni Rivera, in rete a 17 anni, 2 mesi e 19 giorni. Niang ci ha messo di più, se è vero che ce l'ha fatta a 17 anni e 360 giorni (compirà 18 anni mercoledì prossimo), ma l'impresa lo colloca di diritto in un club di cui in pochi possono vantarsi di far parte.

Il ragazzino che si è fatto conoscere qualche mese fa guidando senza patente e spacciandosi per... il compagno di squadra Traoré ci sa fare. Il Milan crede in lui per il presente e per il futuro, Massimiliano Allegri cerca di non esaltarlo ma si frega le mani.

"Può ancora migliorare tanto - ha detto l'allenatore rossonero al termine del match con la Reggina - lasciamolo crescere, altrimenti fa presto a sbagliare. Ma ha indubbiamente qualità importanti". Se ha fatto quello che Rivera e non molti altri sono riusciti a fare, non può che essere così.

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