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Il tecnico granata ha fatto i complimenti ai suoi giocatori: "Dobbiamo migliorare, ma la squadra mi è piaciuta". Poche menzioni ai singoli: "Non si vince da soli".

Bene così, per il Torino: quattro sberle al Lecce e qualificazione al quarto turno di Coppa Italia ottenuta. Nonostante qualche dettaglio da sistemare, Giampiero Ventura si gode un 'Toro' brillante e concreto. E che contro i pugliesi è parso già più in palla, per esempio, di quello visto nelle amichevoli pre-campionato.

"Sì, è vero -ammette l'ex allenatore del Bari nella conferenza stampa post-partita- ma quelli erano più che altro allenamenti. Le partite vere sono state quelle col Getafe, con la Lazio. E questa. Perché non so che campionato farà il Lecce il prossimo anno, ma in campo c'erano sei-sette giocatori che hanno nel curriculum varie stagioni di serie A: Corvia, Giacomazzi, Jeda, Bogliacino e altri".

Ventura analizza la partita coi pugliesi, e ne ricava più di un motivo per essere soddisfatto. "Abbiamo segnato quattro gol, creato un'infinità di palle gol e preso un palo. Poi chiaramente ci sono aspetti che vanno migliorati. Ad esempio abbiamo preso due gol e dobbiamo capire il perché, e inoltre dobbiamo essere più cinici e pensare meno allo spettacolo. Ma la gara che abbiamo disputato è stata più che buona".

Sui singoli, il tecnico granata preferisce non sbilanciarsi. Gli chiedono un parere sulla buona prestazione di Darmian, ma lui glissa: "Anche altri hanno disputato una bella partita, non solo lui". E sul centrocampo, in cui a Vives si è aggiunto il pupillo Gazzi: "Non è importante chi gioca, ma come si gioca. Possono essere loro due, ma c'è anche Basha. Nessuno vince le partite da solo".

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