Cissé vittima del razzismo in Grecia: cori e bottiglie sul francese durante un'amichevole

L'attaccante del Panathinaikos era impegnato in amichevole.

Ten Cate - Cisse (INTIME)

Un normale test amichevole è rimbalzato agli onori delle cronache per l'ennesimo episodio di razzismo. E' successo in Grecia, durante la sfida tra Olympiakos Volos e Panathinaikos, vinta per 2-1 dai padroni di casa. L'attaccante francese Djbril Cissé è stato pesantemente insultato dai tifosi avversari nel corso di tutto il match. Poi, dopo un rigore trasformato, si è diretto verso i detrattori e li ha invitati a tacere.

Oltre ai 'buuu' e alle urla di scherno, sono così volate dalla tribuna anche alcune bottiglie d'acqua. Cissé ne ha rispedita una ai mittenti, ricevendo un richiamo anche dal suo tecnico Ten Cate. Ma l'attaccante di colore, orginario della Costa d'Avorio, minaccia un ricorso all'Uefa: "Non sono venuto in Grecia - ha detto - per sentirmi urlare di tutto e farmi fare il verso della scimmia ogni volta che tocco palla. Mai in vita mia mi sono sentito più umiliato. La cosa non rimarrà impunita".

Il giocatore ha anche dato la sua versione dei fatti sulla bottiglia lanciata ai tifosi: "Me ne hanno tirate addosso un'infinità e io gliene ho restituita una". Forse non serviva, ma l'umiliazione ha fatto il suo. Cissé è pronto a dare battaglia: la piaga del razzismo non deve passare ancora inosservata.

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