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Il 28enne estremo difensore, che era considerato l'erede di Julio Cesar in Nazionale, aveva rivelato l'orribile vicenda precisando di non essere stato il mandante del delitto.

Dopo la confessione choc del portiere Bruno Fernandes das Dores de Souza, per l'ex portiere del Flamengo si prospettano tempi durissimi: il tribunale di Contagem ha emesso una condanna a 22 anni di carcere nei suoi confronti per l'omicidio dell'ex fidanzata.

Il ventottenne era finito in carcere nel luglio 2010 perchè sospettato del delitto di quella che all'epoca era la sua compagna. E proprio di ieri era la notizia relativa alle ammissioni dell'orribile svolgimento dei fatti: la donna (da cui ebbe un figlio) fu strangolata, squartata e successivamente data in pasto ai cani.

Bruno, però, dopo quanto affermato aveva precisato: "Non sono io il mandante". L'estremo difensore, che in patria consideravano l'erede di Julio Cesar in Nazionale, rischiava 41 anni di galera e ha ottenuto uno sconto di pena per aver 'confessato' il crimine.

La giudice Marixa Fabiane Lopes, che ha emesso la sentenza di condanna in nottata, ha definito l'ex portiere una persona fredda e violenta.

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