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L'attaccante italiano, diventato finalmente bomber implacabile in Olanda, torna a parlare del calcio italiano: "I tifosi sono pronti a distruggerti la macchina se giochi male...".

A ventisette anni Graziano Pellè è diventato un cannoniere vero. Già 17, in 19 gare, le reti realizzate in stagione con la maglia del Feyeenord: decisamente un cambio nella sua vita calcistica, viste le sedici realizzazioni in quasi 100 presenze con la maglia dell'AZ fra il 2007 e il 2011.

Ora che in Olanda è idolo della tifoseria, l'ex Lecce decide di togliersi qualche macigno dalle scarpette. "La serenità è quello che mi piace di più del calcio in Olanda. Non ero molto felice in Italia. Mi piace l'onestà, ma nel mio paese c'erano troppe storie sul calcioscommesse e sulla Juventus che comprava le partite per diventare campione".

Così, ai microfoni di 'Spitsnieuws' ha parlato il classe 1985: "Questo non è il mondo del calcio che avevo sognato quando ero un bambino. E parliamo dei tifosi, se non si gioca bene sono pronti a graffiarti o distruggerti la macchina il giorno dopo".

Pellè non le manda a dire, del resto la cronaca fa registrare continuamente fatti del genere: "Alcuni di loro pensano che sia normale dare uno schiaffo in faccia. Sul campo possono urlare quello che vogliono, ma fuori devono rispettare i giocatori.

In Italia ci sono stadi vecchi e vuoti, alcuni club non pagano nemmeno gli stipendi...
Alcuni giocatori non si preoccupano nemmeno di una partita persa, perchè hanno scommesso su di quella"".

Metafora per descrivere la situazione: "Se vado in pizzeria e la pizza non è buona mica picchio il fornaio solo perchè ho pagato... Io non ho mai avuto problemi con i tifosi italiani, ma conosco moltissime persone che non sono state così fortunate".


Prima o poi, comunque, possibile ritorno: "Ci sono ancora dei grandi club. Basti vedere la Sampdoria, hanno un grande stadio e un tifo incredibile. In Serie B c'erano 35.000 persone".

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