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L'ex tecnico italiano racconta l'accaduto: "Ho staccato dalle pareti solo le foto dei miei famigliari, non ho toccato nulla di proprietà del club"

Di Canio e lo Swindon Town: ovvero c’eravamo tanti amati. La storia calcistica dell’ex attaccante della Lazio, dimessosi dalla guida del club di Football League One, lo scorso 18 febbraio, si arricchisce di nuovi particolari episodi.

Secondo quando riferisce il 'Daily Mirror' la scorsa notte l’ex tecnico avrebbe fatto un blitz nello stadio della società per portare via dalle pareti del suo ufficio dei vecchi poster. Approfittando di un mazzo di chiavi di riserva Di Canio è entrato nell'ufficio ma è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza.

L'ex bandiera della Lazio ha poi spiegato l'accaduto: "E' un patetico tentativo di denigrare la mia persona e il mio lavoro - le parole di Di Canio all'Ansa - Sono andato a riprendermi le mie cose. Ho staccato dalle pareti solo le foto dei miei famigliari e quelle con i miei collaboratori. Ho cancellato da una lavagna i messaggi di mia figlia e mi sono ripreso le mie scarpette. Ma non ho toccato nulla di proprietà del club, ho lasciato persino il computer che mi era stato in dotazione".

Si era parlato anche di una possibile azione legale contro l'ex allenatore: "La dimostrazione che è tutta montatura per denigrare la mia persona è che non esiste alcuna denuncia nè la polizia ha aperto un'indagine. Non sono entrato come un ladro, con il volto coperto. E sapevo benissimo che c'erano le telecamere".

Di Canio ha aggiunto di essersi recato nell'ufficio di notte "perchè non volevo non solo incontrare nessun finto amico ma soprattutto disturbare la squadra che ho portato al primo posto. Evidentemente sono stati proprio i miei risultati ad indurre una simile reazione da parte di qualcuno. Hanno pensato che ero diventato troppo ingombrante".

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