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Incontro ieri a Zurigo tra i presidenti Blatter e Fahey. Obiettivo comune: "Insieme nella battaglia contro il doping". Probabile il passaporto biologico ai Mondiali 2014 in Brasile

Negli ultimi giorni la discussione attorno al cancro del doping nel mondo dello sport si è animata, a causa della nota vicenda dell'Operacion Puerto.

A tal proposito  John Fahey, presidente della Wada, l'agenzia mondiale antidoping, aveva ammonito tutto il mondo sportivo: "Sono necessari controlli più severi" aveva chiosato. 

Come riporta la 'Gazzetta dello Sport', ieri il numero uno della Wada, a Zurigo, ha incontrato il presidente della Fifa Sepp Blatter, il quale da parte sua ha garantito il massimo impegno nella lotta al doping nel calcio. Al termine della riunione le due parti sono giunte ad un' intesa: è stato fatto un primo passo verso un protocollo comune sulla lotta alle sostanze dopanti all' interno del mondo del calcio. 

I contenuti e le proposte emerse dalle quattro ore di concilio sono assolutamente interessanti. In primo luogo Fahey ha esplicitato la sua principale preoccupazione: "Un giocatore può trascorrere molti anni senza essere controllato. C'è un problema generale degli sport di squadra, ma sicuramente il calcio è uno di quelli più in ritardo. La mia maggiore preoccupazione è l'Epo. Se si continua a effettuare solo il test delle urine, e non quello sul sangue, significa che non si vuole affrontare il problema Epo. E non cercare di smascherare l'uso dell'Epo nel calcio è una tragedia". 

Poi una proposta, che pare sia stata gradita anche da Blatter: "La strada da seguire — ha detto — è quella del passaporto biologico. Il presidente Blatter mi ha garantito che ai Mondiali 2014 in Brasile sarà introdotto anche nel calcio. È lo strumento più efficace. Ha un costo, ma se si vuole combattere il doping in modo concreto bisogna spendere denaro. È all'interno che lo sport deve combattere gli imbroglioni".

Dal canto suo il presidente della Fifa, Sepp Blatter ha garantito la massima collaborazione da parte sua: "L' impegno della Fifa nella lotta contro questa seria minaccia e la nostra volonta' e' continuare a lavorare fianco a fianco con la Wada" ha ribadito. Tuttavia ci ha tenuto a precisare alcuni dati confortanti: "Dalle statistiche in possesso della Fifa, solo l'uno per cento dei calciatori risultano positivi ai test antidoping. La lotta al doping è sacrosanta e va fatta sempre, ma ricordiamoci che il doping è sempre un passo avanti rispetto a quanto possiamo noi fare"

Assolutamente soddisfatto dall' esito della visita il presidente della Wada, come si legge in una nota: "Voglio ringraziare la Fifa per la sua progressiva e produttiva collaborazione con la Wada nel corso degli anni nella battaglia contro il doping". 

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