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L'attaccante brasiliano, approdato in Russia la scorsa estate, ammette che l'accoglienza non è stata delle migliori: "Alcuni compagni mi mancarono di rispetto".

In molti, vedendolo approdare dal Porto alla fredda Russia per circa 50 milioni di euro, l'avranno pensato. Ma adesso, arriva anche la conferma del diretto interessato: "Ho scelto lo Zenit anche per una questione monetaria", questa la rivelazione dell'attaccante brasiliano Hulk.

La punta non si nasconde: "Non voglio mentire, la gente sa che sono un calciatore, devo cogliere l'attimo - ha evidenziato a 'Euronews' - Lo Zenit è un club che sta crescendo tantissimo, ha una grande struttura, una proprietà che investe e sono sicuro che, nel giro di 2 o 3 anni, sarà tra i top club europei".

Hulk, inoltre, ammette che l'accoglienza nei suoi confronti non è stata delle migliori: "Sì, è vero, alcuni giocatori qui mi hanno mancato di rispetto, ma non l'hanno mai fatto privatamente, bensì in pubblico, ad esempio in alcune interviste... Io non sarei mai capace di parlare male di un collega e non lo avrei mai fatto".

"Anzi, quando sono venuto qui in Russia e mi hanno chiesto cosa ne pensavo di Denisov (uno dei 'ribelli', ndr), ho sempre detto che è un giocatore che mi piace molto, con grandi qualità - ha proseguito il brasiliano - Non ho mai parlato con loro e non so cosa abbiano detto ai dirigenti del club. Io non ho letto nulla dai giornali, perchè certe cose non le voglio sapere, dobbiamo andare tutti d'accordo e rispettarci in campo, fuori dal campo poi, ognuno ha la sua vita".

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