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La Premier taglia gli sprechi e stoppa le spese folli, fissato un tetto per gli stipendi dei calciatori. Chelsea e City tremano

I venti club di Premier hanno approvato un piano di austerity che prevede il divieto di accumulare eccessive perdite nei bilanci. Ridotti gli spazi di manovra per Chelsea e City.

Se non è il fair play finanziario tanto caro a Michel Platini poco ci manca. Nella giornata di oggi infatti un importante passo avanti per la regolarizzazione della posizione finanziaria dei club di calcio è stato compiuto dalle venti società di Premier League, che hanno approvato un piano di austerity per il triennio 2013-2016.

Nel testo, che ha ottenuto il via libera dei club inglesi, seppur non all'unanimità, sono previste anche sanzioni per i trasgressori. Sanzioni che potrebbero sfociare fino alla perdita di punti in classifica.

Il piano della Premier stabilisce che nessun club  potra' accumulare perdite superiori ai 105 milioni di sterline,  pari a circa 120 milioni di euro, nelle tre stagioni 2013-2016. Inoltre ci sara' un tetto alle spese per gli stipendi dei giocatori. In questo modo si proverà ad evitare che gli introiti derivanti dai nuovi diritti televisivi, che valgono circa sei miliardi di euro, vengano sprecati in salari principeschi per i giocatori.

E' chiaro che questa mossa, pur nel rispetto della libertà d'investimento, rischia di limitare seriamente il mercato dei club più ricchi quali Chelsea e Manchester City che, proprio grazie alle folli spese di magnati e sceicchi, hanno imperversato sul mercato, accumulando però enormi deficit di bilancio.

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