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"Nulla contro gli investimenti - dice il presidente di Bayern e Eca - ma abbiamo firmato un accordo. Brave invece le italiane. Mondiali in Qatar? Spero sia una decisione tecnica".

Quando giocava, Karl-Heinz Rummenigge rappresentava lo stereotipo del panzer tedesco. Duro, senza fronzoli, dritto all'obiettivo. Così è anche ora che ha - da tempo - smesso i panni del calciatore per vestire quelli di presidente del Bayern Monaco e dell'European Club Association. Posizione che gli consente di esprimere giudizi su argomenti come il fair play finanziario.

"Il Paris Saint-Germain? Io non ho nulla contro gli investimenti - dice l'ex attaccante nerazzurro, intervistato a Doha dalla 'Gazzetta dello Sport' - basta che il fair play, che abbiamo firmato tutti, venga rispettato. Qualcuno non rispetta le regole, il Bayern sì. E complimenti alle italiane: Milan e Inter hanno scelto l'austerity per rientrare dal deficit".

A proposito di Qatar, dove Rummenigge si trova: nel 2022 i Mondiali si disputeranno lì. "Spero che l'assegnazione sia stata tecnica e non politica. Resta solo da stabilire se si giocherà d'estate o d'inverno. Non mi dispiacerebbe una stagione calcistica spalmata su un anno solare, ma per Italia o Spagna non sarebbe facile".

"La Champions League? I club non vogliono che si cambi - continua Kalle - È il torneo più bello del mondo. Si può chiedere sempre di più, ma ricordiamoci cos'era negli anni 90 e cos'è ora: oggi ricava 1,3 miliardi l'anno. Il problema, semmai, è l'Europa League: l'Uefa dovrebbe impegnarsi maggiormente su marketing e diritti tv".

Rummenigge, infine, mostra di essere favorevole all'introduzione di un miglioramento tecnologico nel calcio. "Noi vogliamo la soluzione migliore, che è la tecnologia, se funzionasse al 100%. In Italia ci sono tante polemiche, ma anche in Germania. Di certo non vorrei rivedere il caso del goal fantasma in Inghilterra-Ucraina".

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