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Ancora nubi attorno all'assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar. La Fifa difende la sua scelta, ma da più parti continuano ad emergere sospetti...

Nuovo, ma non necessariamente ultimo, episodio della saga 'Qatargate', inaugurata la settimana scorsa da ‘France Football’ e rinvigorita stamane da ‘Sport Bild’. Secondo il magazine tedesco la Commissione Etica avrebbe spinto – per il prossimo Congresso di maggio nelle Mauritius – per una votazione affinché si riassegnasse l’organizzazione dei Mondiali 2022 dopo le presunte accuse di corruzione rivolte alla Federazione qatariota.

Oggi sul sito della Fifa è apparsa una nota chiarificatrice, in cui l’ente mondiale ci ha tenuto a sottolineare che non avverrà nessuna votazione al Congresso, e che anzi sarà la Commissione Etica a dover indagare circa le accuse che la rivista francese ha lanciato nel suo approfondito dossier.

Infatti, secondo quanto denunciato da ‘France Football’, la Federazione qatariota avrebbe corrotto molti personaggi internazionali per vedersi assegnata l’organizzazione della Coppa del Mondo del 2022, nonostante le evidenti lacune tecniche che un paese piccolo e senza tradizione come il Qatar presenta.

Nell’inchiesta del magazine transalpino si cita l’amichevole Brasile-Argentina, tenutasi a Doha, capitale del Qatar, il 17 novembre 2010, svariati giorni prima della votazione, in cui le due federazioni sudamericane avrebbero incassate quote sproporzionate rispetto ai valori di mercato.

E pare che perfino Michel Platini, presidente dell’Uefa, sarebbe implicato nella vicenda, avendo ottenuto che il principe qatariota Tamin bin Hamad Al-Thani andasse ad investire nel calcio francese, precisamente con l’acquisizione del Paris Saint-Germain. Per adesso la Fifa difende le sue posizioni, almeno finché non emergeranno prove concrete sul tavolo degli imputati.

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