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In piena campagna elettorale l'argentino si rivolge persino ai politici e al presidente della Repubblica: "Non ho rubato nulla, bisogna vedere bene cosa c’è dietro tutto questo".

Che telenovela quella tra Diego Armando Maradona e il Fisco. Una storia che sembra non finire mai. Un tira e molla che ogni giorno si arricchisce di nuovi particolari e nuove smentite. Mentre il debito con l’Italia sale.

Infatti, ai precedenti 40 milioni che l’argentino dovrebbe versare nelle casse dello stato, si vanno ad aggiungere i duemila euro di spese per il ricorso respinto. Cosi come si legge dalle pagine del 'Corriere dello Sport'.

Di fatto, è questa la decisione presa della Commissione Tributaria provinciale di Napoli, che ha rigettato, ritenendolo inammissibile, un ricorso presentato dal 'Pibe de Oro'. Costretto poi anche a pagare mille euro a testa.

E Maradona cosa ne pensa? L’asso argentino ha fatto sentire la sua voce grazie ad un video messaggio andato in onda su Sky Sport 24 nel quale ha affermato di non essere un evasore. "Non sono mai stato un evasore perchè ho solo giocato al calcio – ha esordito l’ex attaccante del Napoli - Non è giusto che non possa tornare in Italia e a Napoli con tranquillità”.

Infine si rivolge ai politici nel suo accorato appello: “Chiedo ai politici italiani di vedere bene cosa c’è dietro tutto questo. Non ho rubato nulla, non ci sono prove per perseguirmi. Se ho sbagliato è stato per altre cose. Mi appellerò a Napolitano”.

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