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Nonostante i 33 anni e la pessima stagione del suo club, il portiere che ha difeso la porta dell'Inter l'anno del Triplete, sogna ancora di tornare in nazionale per i Mondiali.

Meglio regnare all’inferno, che servire in paradiso” scriveva John Milton nel XVII sec., e per alcuni versi sembra proprio la situazione che sta vivendo Júlio César nella sua esperienza d’Oltremanica. Lui che ha vinto tutto, e con un contratto da nababbo nella modesta Queen’s Park, continua a sfoderare prestazioni da autentico campione mentre il suo Qpr sprofonda sempre più all’ultimo posto.

Intervistato dal portale brasiliano ‘UOL Esporte’ ha fatto sapere quanto creda ancora in una chiamata nella Seleçao. “Sono ansioso di sapere le convocazioni del ct, come se fosse la prima volta. Qui al Qpr sto parando bene, sono felice e spero di poter giocare i Mondiali in casa” – ha detto il portiere ex-interista, dopo la grande prestazione di sabato nel derby londinese contro il West Ham.

A lodare le sue prestazioni è stato anche il suo tecnico, Harry Redknapp, che dopo il match dell'ultima giornata ci ha tenuto a ribadire la sua stima nei confronti del calciatore, definendolo un 'portiere di fama mondiale, con un curriculum impressionante'. Non male considerando le patate bollenti che si sta sorbendo il tecnico bretone alle prese con una classifica più che preoccupante.

Eppure vecchi ricordi angustiano ancora il brasiliano. “L’ultima cosa che i tifosi brasiliani ricordano di me è la papera contro l’Olanda, spero di poter farsì di cambiare questa cosa, tornando in nazionale e parare come sto facendo a Londra”. Adesso la palla rimbalza nelle mani di Luiz Felipe Scolari che ha più volte ribadito che la carta d’identità e il campionato di militanza hanno scarsa influenza sulle scelte che farà.

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