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Il ritorno al goal di Tiago e un rigore di Falcao certificano la decima vittoria casalinga per l'Atletico Madrid di Simeone.

Il Barcellona mostra ancora la sua faccia migliore, questa volta alla Rosaleda contro un rivale pericoloso come il Màlaga. La vittoria per 3-1 è meritata e bella, anche se il primo goal nasce da un errore del centrocampo malagueño. Sono sempre undici i punti di vantaggio sulla seconda, cioè l’Atlètico di Simeone, che vince facile con il Saragozza al Vicente Calderòn: dieci vittorie su dieci nel proprio stadio per i colchoneros. Ancora deludente il Real, che si ferma sul campo del fanalino di coda Osasuna che lo costringe al pari a reti bianche

COS'E' SUCCESSO – Una prima parte di gara abbastanza equilibrata, poi il Màlaga ha dovuto alzare bandiera bianca. Certo, Pellegrini non sarà contento del regalo di Camacho (retropassaggio sul quale si è avventato Messi) alla mezz’ora, ma la squadra di Vilanova ha saputo ancora una volta mostrare tutta la sua qualità e concretezza andando a meritare il risultato con giocate decisive nel secondo tempo. A segno anche Fàbregas e Thiago, con due splendidi goal. La marcia inarrestabile dei culé non si ferma quindi e l’Atlètico di Madrid non può che rafforzare la sua posizione privilegiata senza però poter ambire ad una rimonta che pare francamente impossibile.

Il ritorno al goal di Tiago e un rigore di Falcao certificano la decima vittoria casalinga per Simeone e i suoi, un ruolino davvero invidiabile. Il Real, come detto, rimane al palo in quel di Pamplona e deve fare i conti con i malumori di chi gioca poco come Di Marìa, questa volta titolare ma molto assente dal gioco. Tra l’altro delle dichiarazioni al veleno del trequartista argentino contro gli arbitri a fine gara lo costringeranno probabilmente ad una squalifica, oltre ai problemi che aveva già manifestato nei confronti del suo mister.

Due squadre insospettabili nelle zone alte si confermano con vittorie importantissime: il Betis batte il Levante ed è quarto in solitario, mentre il Rayo Vallecano espugna il San Mamès di Bilbao e agguanta proprio il Màlaga in classifica. Torna alla vittoria il Valencia nella partita delle deluse contro il Siviglia, mentre si evidenzia l’importante successo dell’Espanyol sul Celta che toglie i biancoblu per il momento dalla zona retrocessione.
 
IL TOP – Premio al ruolino di marcia al Vicente Calderòn all’Atlètico Madrid: hanno vinto tutte le gare disputate nel proprio stadio e questo fa dei rojiblancos una grande da trattare con rispetto. Le varie soluzioni delle quali possono disporre sia a centrocampo che in attacco sono la forza di un gruppo che ha imparato la mentalità vincente.

IL FLOP – Ancora una “stecca”. I tenori del Real Madrid, o presunti tali, non riescono ad avere la meglio su un Osasuna che arrivava alla sfida da ultimo con 15 punti soltanto. La scarsa vena di Higuaìn, titolare dopo tanto tempo al posto di Benzema, e un gioco senza pressing e con poca velocità hanno condannato le merengues ad una nuova figuraccia. D’accordo che ormai pensano alla Champions, ma con questa svogliatezza non si passa nemmeno il turno di Copa del Rey.

LA SORPRESA – Il Rayo è tra le formazioni con più punti rispetto a quanto gli venisse accreditato ad inizio anno: non solo non sono mai stati in pericolo durante questa stagione, ma riescono a vincere spesso anche in trasferta e la classifica regala un sogno mai accarezzato. Quello dell’Europa.

TOH CHI SI RIVEDE – Scegliamo due quasi omonimi: Thiago Alcantara e Tiago dell’Atlètico Madrid. Il primo segna il terzo goal della vittoria a Màlaga dei blaugrana, con uno scambio in velocità e doppio passo che strappa applausi. Il secondo, ex centrocampista della Juve, torna titolare dopo parecchie settimane e trova il vantaggio dei suoi con un colpo di testa. Felici ritorni.

LA CHICCA – Finora alle 12.00 non aveva mai perso. Nelle partite giocate la domenica mattina, il Levante deteneva il record di imbattibilità fino a questa giornata: si sono dovuti inginocchiare di fronte ad un Betis da Champions, che sfrutta la velocità di gente come Joey Campbell e Ruben Castro, in odore di nazionale.  Sembra un passaggio di testimone tra le squadre sorpresa del campionato scorso e quello attuale.

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