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I blaugrana, guidati da Pedro e dal 4 volte Pallone d’Oro Messi, travolgono l’Espanyol nel primo tempo. Casillas va ancora in panchina, ma entra dopo 6’ per l’espulsione di Adan.

L’ennesima strepitosa esibizione blaugrana, per di più nel derby, lancia il Barcellona ad undici punti di vantaggio sulla seconda e consente a Vilanova un grande rientro in panchina nella prima partita del 2013. Il Real, invece, soffre più del previsto ma controlla la gara con la Real Sociedad vincendo per 4-3. L’Atlètico di Falcao, impegnato a Maiorca, prima va in vantaggio poi si fa raggiungere rischiando anche la sconfitta.

COS'E' SUCCESSO - Che il derby catalano fosse una partita scritta lo si sapeva anche prima del fischio d’inizio. Alla vigilia della proclamazione del Pallone d’Oro, di cui due su tre candidati erano in campo per i blaugrana, l’aria era quella della sfida impossibile. Infatti il tecnico Aguirre ha candidamente ammesso che nel calcio non c’è squadra migliore di loro e Vilanova ha incassato volentieri i complimenti, andando a raccogliere l’abbraccio dl suo pubblico per il ritorno in panchina dopo l’operazione.

I quattro goal siglati nella prima mezz’ora di gioco sono soltanto la certificazione di uno strapotere nazionale che li porterà alla vittoria finale a maggio. Nel frattempo, ad aumentare il vantaggio e le speranze catalane di alzare il trofeo della Liga, chi ha pensato l’immediata (si fa per dire) concorrente cioè l’atlètico Madrid, che ha sprecato l’occasione di uscire con i tre punti da Maiorca facendosi rimontare il goal di Raùl Garcìa nel finale con una distrazione difensiva. Non molto meglio ha fatto il Real, rimasto in dieci (espulso il portiere Adàn, il tanto discusso sostituto di Casilllas per Mou) dopo solo cinque minuti e costretto a difendere il vantaggio firmato da Benzema non senza qualche difficoltà. Ronaldo ne fa due ed inaugura bene il suo nuovo anno, ma la tripletta di Xabi Prieto non ha lasciato tranquilli i tifosi merengues che hanno visto il Madrid spuntarla di misura.

Poco più in basso delle prime posizioni, si fa notare la clamorosa sconfitta del Màlaga contro il Depor (galiziani rinati dopo il cambio in panca) e la contestuale vittoria del Betis a Saragozza, che permette ai biancoverdi di agganciare proprio gli andalusi. Vittoria anche del Valencia che riprende fiato con le reti di Jonas e piatti ,protagonisti di una rimonta sul Granada facilitata dagli errori dell’arbitro che ha espulso ingiustamente il mediano granadino Mikel. Benissimo Levante e Celta, entrambe vittoriose per 3-1 in casa contro Athletic e Valladolid: lo stesso ha fatto il Rayo nel posticipo del lunedì, quando ha mostrato la sua faccia migliore contro il Getafe mantenendosi al settimo posto, appena alle spalle delle squadre in zona Europa League.

IL TOP - Anche se questa settimana è tornato a segnare Pedro (doppietta) che o non entrava nei marcatori da fine agosto, decidiamo ugualmente di assegnare la palma del migliore a Messi. Un riconoscimento al suo premio più importante, il Pallone d’Oro, che per la quarta volta ornerà la sua bacheca e quella del museo del Barcellona al Camp Nou. Inarrivabile.

IL FLOP - Malissimo Adàn. Mouirinho sorprende per la seconda volta consecutiva e spedisce il campione del mondo e d’Europa Casillas in panchina, soltanto che il destino cambia le cose dopo pochissimi minuti: il povero Adàn commette un errore in combinazione con Ricardo Carvalho (pessimo ritorno in campo) ed atterra un attaccante della Rela sociedad. Espulsione e rigore: Casillas stavolta entra (svogliatamente) e ne prende comunque tre a fine partita. Come complicarsi la vita da soli.

LA SORPRESA - Grande inizio di anno anche per il Betis: la vittoria esterna a Saragozza certifica ancora di più l’ottimo stagione disputata finora, le reti nell’anticipo del venerdì sono firmate dal solito Ruben Castro e da Jorge Molina. Magari alla fine non sarà Champions, ma la squadra sta volando su ritmi che la faranno dormire tranquilla.

TOH CHI SI RIVEDE - Il goal di Christian Lell, un ragazzo che si è formato nel Bayern Monaco e che quasi per caso è finito nel Levante, è di una bellezza rara per un terzino destro. In corsa, di potenza, è il suoi secondo goal in stagione e qui a Valencia sta trovando la sua dimensione. Non è Maicon, ma ha la grinta giusta per la Liga.

LA CHICCA - Iago Aspas è una punta di 25 anni che, senza particolari squilli di tromba, gioca nel Celta Vigo. Qualcuno adesso lo accosta a qualche squadra di livello maggiore, la sua doppietta contro il Valladolid (otto reti totali in campionato) è un bel respiro per la sua formazione, che è in difficoltà. Tecnico, molto veloce, Iago è un 10 con la propensione al goal: forse però si è fatto vedere in Primera Divisiòn un po’ troppo tardi.

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