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Il procuratore di 'SuperMario' giura sulla permanenza a Manchester del suo assistito ed esalta Ibrahimovic, per lui il migliore al mondo. Bocciato senz'appello il nostro calcio...

Mario Balotelli, nonostante il periodo poco felice, non lascerà il Manchester City. E' il suo agente Mino Raiola ad assicurarlo: "Mario adesso non si muove perché non ci sono le ragioni per cambiar squadra". Dunque, nemmeno stavolta si concretizzerà il matrimonio con il Milan, che da tempo lo insegue: "Mi sembra che il Milan adesso i top player li stia vendendo, visto che sta trattando in Brasile le cessioni di Pato e Robinho".

Se Balotelli sta giocando pochissimo, assicura Raiola, è solo "perché è stato malato e perché ci sono state delle discussioni con Mancini - le parole dell'agente al 'Corriere dello Sport' - La situazione però si sta risolvendo. Portarlo via da Manchester sarebbe l’opzione più facile. Lui invece resterà al City, anche se questa può sembrare la cosa più complicata. Balotelli deve riprendersi il suo posto in campo e riconquistare la fiducia della squadra. Ha bisogno di un club che creda in lui e dal canto suo farà di tutto per meritarsi questa fiducia".

Certo, sulla sua tranquillità hanno inciso anche le vicende private: "Io gestisco Mario e lui ha questa situazione con la Fico. A lei in pubblico non rispondo, non ho niente da dire. In questa vicenda abbiamo deciso di tenere uno standard alto e, dopo che la mamma e il papà di Mario hanno esternato il loro pensiero dopo le tante cose ingiuste che hanno sentito sul figlio, lasciamo parlare la Fico e il suo press agent Signorini (direttore di 'Chi', ndr)".

Il suo più celebre assistito Ibrahimovic, intanto, si è subito 'preso' il Psg: "Zlatan è contento e tranquillo. Sa che portare a casa il titolo in una squadra nuova non è facile anche perché bisogna cambiare la mentalità del club. Lui comunque sta dimostrando di essere il più forte al mondo".

E' molto difficile, secondo l'agente, che Ibra "possa tornare in Italia come giocatore". Sul suo trasferimento a Parigi, assicura, esiste una verità "che non è mai stata raccontata. Magari un giorno...". Il Milan, nel frattempo, si è consolato con l'esplosione di El Shaarawy, "quel genere di opportunità che il calcio italiano dovrebbe cogliere, ma ci riesce solo in occasioni particolari a causa di un sistema sbagliato che andrebbe riformato".

Sono tante, a suo giudizio, le cose da correggere nel nostro calcio: "Prima di tutto servirebbero le seconde squadre perché le date di nascita dei tesserati in Primavera non sono quelle giuste, mentre in prima squadra gli allenatori e i direttori sportivi non hanno il coraggio di puntare sui giovani che non hanno un nome e che non scaldano il pubblico".

Inutile, inoltre, sognare arrivi eclatanti: "In Serie A i grandi colpi di mercato ormai sono solo in uscita e chi dirige il calcio italiano non se ne accorge. Come fa Abete a non capirlo? Servono nuovi stadi e riforme a un sistema preistorico nel quale però Abete è l’unico candidato alla presidenza della Figc. Forse mi candido io per scongiurare una sua rielezione... E lo dico non perché ho qualcosa contro Abete, ma perché serve una ventata di novità, altrimenti l’Italia sarà sempre costretta a rincorrere. Adesso anche i club brasiliani vengono a fare la spesa in Serie A".

Le squadre che possono fare un colpaccio a gennaio, sottolinea, sono soltanto "tre: il Psg, il Chelsea e il City. E non mi sono dimenticato il Barcellona e il Real Madrid: le due spagnole sono sostenute dalle banche e dal governo spagnolo e adesso non possono più spendere come prima".

Per rendere più vivo il mercato invernale, Raiola ha in mente due soluzioni: "O si lascia il mercato aperto tutto l’anno o a gennaio si apre una sola settimana. Anche in agosto i grandi colpi vengono fatti quasi tutti alla fine perché i club aspettano sempre l’occasione. Poche società programmano, le altre vanno avanti per istinto e affari last minute".

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