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Mou racconta la sua esperienza in Italia: "Volevo provare un'esperienza in Italia dove il calcio è molto tattico, lì ero solo contro me stesso".

Non è un fine d'anno come gli altri quello che sta vivendo Josè Mourinho. A differenza delle scorse stagioni infatti, la squadra da lui allenata non sembra all'altezza di competere per la vittoria finale del campionato. Il Real Madrid infatti, nella Liga viaggia a distanza siderale da uno scatenato Barcellona.

Lo Special One a Dubai, nel corso del Globe Soccer, ha spiegato come intende lui il ruolo dell'allenatore: "Il nostro compito è quello di mettere i giocatori nella condizione migliore per esprimersi. I calciatori, dal canto loro, non devono sottovalutare la brevità della loro carriera e devono capire che la squadra la fa solo ed esclusivamente l'allenatore e basta. Le critiche? Ci sono abituato".

Mourinho ha raccontato sfaccettature delle sue esperienze da tecnico: "Allenare il Chelsea è diverso dall'allenare l'Inter, e allenare il Real Madrid è un'altra cosa ancora. Volevo provare un'esperienza in Italia dove il calcio è molto tattico, poi sono andato in Spagna perchè mi mancava vincere la Liga. In Italia ero solo contro me stesso, in Spagna invece il Barcellona è il favorito".

In Champions, con il suo Real, dovrà affrontare il Manchester United: "Sono queste le partite che tutti vorrebbero sempre vedere. Per loro sarà speciale venire al Bernabeu così come sarà speciale per noi andare a giocare a Manchester, sarà una bella cosa". 

Infine lo Special One apre ad un possibile futuro in nerazzurro: "All'Inter ho trascorso due anni indimenticabili, a Milano ho lasciato tanti amici. Un giorno potrei anche tornare ad Appiano".

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