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Il presidente dell'UEFA spiega: "Le vittorie non devono arrivare sperperando ma producendo utili, non si può pensare che a vincere siano sempre i più ricchi".

Quello del Fair Play finanziario è uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi anni nel mondo del calcio. Sempre più spesso si è parlato di questo provvedimento e della possibilità che possa limitare sperperi di denaro da parte di alcune società.

A spiegare perchè si è deciso di adottare tale norma ci ha pensato Michel Platini alla quarta edizione di Globe Soccer che si sta tenendo a Dubai: "Ho deciso di introdurre questo concetto tre anni fa per evitare che i risultati fossero decisi esclusivamente dai soldi e non dalla buona gestione di un club. Le vittorie non devono arrivare sperperando ma producendo utili, non si può pensare che a vincere siano sempre i presidenti con disponibilità illimitate, serve più equilibrio per dare la possibilità a tutti di vincere, anche ai più poveri. Il pensiero che ci possano essere investitori nel calcio solo per produrre soldi mi fa schifo".

Il presidente dell'UEFA ha anche parlato di etica: "Etica e popolarità non hanno nulla a che vedere tra loro. Chi vi parla è solo un ex calciatore e non un filosofo. Quando giocavo il mio comportamento in campo era irreprensibile, non ho mai preso un cartellino rosso in vita mia. Da dirigente ho poi preso delle decisioni che non sono piaciute a tutti. L'Atletico Madrid mi ha detestato quando ho preso provvedimenti per le azioni dei suoi tifosi, stessa cosa dicasi quando ho sospeso il Fenerbahce".

Platini ha anche ribadito il suo secco no alla moviola in campo: "Gli arbitri vanno aiutati ma a me la tecnologia non piace. Ci costerebbe 50 milioni di euro, cifra che preferirei dare a chi ne ha più bisogno".

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