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L'unico neo della sua bellissima storia d'amore in bianconero sono state le finali di Champions League perse al fianco di Marcello Lippi, l'apice l'Intercontinentale nel '96.

Alessandro Del Piero, a sei mesi dal suo addio alla Serie A, torna a parlare del suo passato, delle sue stagioni italiane e della sua vita privata. Sulle pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’ si scorda per un po’ l’avventura australiana – un anno di contratto e ancora dubbi sul suo rinnovo con il Sydney invischiato nelle ultime posizioni di classifica – e si concede qualche dolce ricordo.

Ho ancora molti amici nella Juventus, ma non fatemi stilare una classifica: grazie al cielo ho uno splendido rapporto con molti di loro, anche se quelli con cui ho condiviso la carriera fin dalle giovanili nel Padova ho un rapporto speciale” – dice l’attaccante, che invece non ha dubbi quando gli viene chiesto cosa ricorda con meno piacere – “le finali perse, per il resto la mia storia juventina è stata bellissima”.

Gol memorabili. “Alcuni hanno segnato il corso della mia carriera: quello contro la Fiorentina ci ha lanciati verso lo scudetto” – ricorda riferendosi alla ‘pennellata’ del 4 dicembre 1995 che gli valse il soprannome di ‘Pinturicchio’ – “ma forse il massimo è segnare e diventare protagonista in una finale intercontinentale”.

Le rivali storiche. “Milan e Inter, senza dubbio, grandi società e grandi squadre che hanno raggiunto risultati importanti". Infine la Champions League della Juventus di quest’anno. “Sono molto contento del rendimento in Europa, la squadra non era partita bene ma si è rifatta alla grande”.

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