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Il tecnico di Reggiolo fa il punto sulle strategie del club e si dice sereno riguardo al suo futuro: "Le voci su Mourinho? Non mi riguardano". Non manca uno sguardo sulla A...

Stavolta il Psg pigliatutto salterà un giro. E' Carlo Ancelotti, a pochi giorni dalla riapertura del mercato, a garantirlo: "Non ci rinforzeremo. O meglio, a gennaio arriverà solo Lucas che abbiamo acquistato la scorsa estate. Poi alleggeriremo l’organico".

Dunque non arriverà l'agognato De Rossi: "Se devo fare una previsione, peraltro facile, resterà a Roma perché quella è casa sua - ha spiegato il tecnico al 'Corriere dello Sport' - E poi mi risulta che contro il Milan abbia fatto una grande partita". Niente da fare nemmeno per Sneijder: "Quando sta bene è un grande giocatore, ma noi con quelle caratteristiche ne abbiamo tanti e molto bravi".

Tra i bravi, anzi bravissimi, c'è sicuramente Ibrahimovic: "Venerdì sera, a Brest, mi sono arrabbiato con lui. Gli ho detto: "Ibra, mi avevi promesso che avresti fatto 20 goal e invece sei fermo a 18". Mi ha detto: "Grazie mister, sono contento quando mi carichi così". E’ un animale. A Brest, su un cross di Jallet, ha inventato un colpo di tacco in rovesciata, la palla è uscita di pochi centimetri, lo stadio ha fatto un "oooh" di sorpresa e di ammirazione e poi si è alzato in piedi ad applaudire. E i parigini erano pochi".

Di speciale lo svedese ha soprattutto una caratteristica: "Il desiderio di vincere, un desiderio che non si spegne mai. Ho conosciuto tanti attaccanti per i quali la vittoria era importante solo quando segnavano loro. Per Zlatan no. La vittoria ha sempre lo stesso sapore".

Ultimamente Verratti non è più un intoccabile, ma questo non vuol dire che partirà: "Manco per idea. Resta a Parigi. Giocare subito da titolare gli ha fatto bene da una parte, perché ha conquistato subito la squadra e anche i tifosi, ma per un altro verso non lo ha aiutato a crescere come sarebbe stato necessario. A gennaio, fra coppa di Francia e campionato, avremo tante partite e lui tornerà in squadra".

Ancelotti non teme per il suo futuro: "Tutti noi stiamo facendo un bel lavoro. Siamo in testa al campionato e agli ottavi di Champions League. Poi non tocca a me giudicare il mio lavoro. Se può arrivare Mourinho al mio posto? Non mi riguarda. Non è un mio problema".

Questo il suo punto di vista sulla A, che per molti si è impoverita dopo le tante partenze eccellenti dell'estate: "Io guardo spesso le partite e mi sembra che il livello tutto sommato sia buono. La Juventus per esempio è fortissima. Me l’aspettavo ancora protagonista. Il lavoro di Conte è profondo e l’organico è di primo livello. Mi piace la concretezza della squadra, la rabbia che ha dentro e la capacità di vincere partite come quella contro il Cagliari. Ecco, quelle sono le vittorie da Juventus, le vittorie che portano dritte allo scudetto".

I bianconeri, per molti, sono la mina vagante della Champions League: "Secondo me in Champions c’è una squadra irraggiungibile, il Barcellona, e poi un gruppetto, Juve compresa, Psg compreso, che può andare avanti".

In Italia la squadra che incontra di più il suo gradimento è "la Fiorentina. Ha preso un giocatore fantastico come Borja Valero e ha un allenatore molto bravo, con uno staff all’avanguardia. Poi metto anche la Roma". Che si gode un Totti praticamente eterno: "Non finisce mai quel fenomeno. Io ho smesso di giocare nel ’92 e lui quello stesso anno ha iniziato, sono vent’anni che illumina il calcio italiano con i suoi colpi spettacolari".

Non manca un pensiero per il suo vecchio Milan: "La sconfitta di Roma è pesante perché ha interrotto una serie di successi proprio prima della sosta invernale. Cambiando tanto, questa doveva essere per forza una stagione di studio in attesa del rilancio. Il Milan deve fissare un traguardo per volta e il prossimo è quello di agganciare l’Europa League. Certo che immaginare la Champions senza rossoneri è quasi impossibile".

A livello personale, assicura, è stato un bel 2012, ma per il 2013 si può fare ancora meglio: "Io sono sempre ottimista e per il prossimo anno vorrei fare un augurio speciale a Tito Vilanova. Lo vorrei in panchina come mio avversario nei quarti di finale di Champions. Lo abbraccerei con tanto, tantissimo piacere. E se poi al posto della mia squadra ce ne sarà un’altra, andrà bene lo stesso. Importante è che ci sia lui. Forza Tito".

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