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L'attuale allenatore del Watford, che in questi giorni sarà impegnato con la sua squadra in campionato, ha voluto parlare della situazione del calcio italiano.

Non è tempo di vacanza, ma di lavoro, per Gianfranco Zola, allenatore del Watford. Magic Box, come lo chiamavano i tifosi del Chelsea, ha parlato della sua esperienza sulla panchina inglese e anche dei problemi che secondo lui stanno affliggendo il calcio italiano.

"Giocare nei giorni di Natale è sicuramente molto bello, soprattutto per l'atmosfera che c'è all'interno degli impianti, ma non nego che mi piacerebbe molto essere a fare cenoni con la mia famiglia, invidio un po' i giocatori e gli allenatori italiani. Qualche mese fa è vero che sono stato vicino a diventare allenatore della Lazio, ma poi è stato scelto Petkovic e la scelta sta pagando la società, spero che il Watford abbia fatto lo stesso con me".

La sua esperienza al Watford sino a questo momento è molto positiva: "Sono molto contento che la famiglia Pozzo mi abbia offerto questa possibilità, voglio capire se sono un grande allenatore o se resterò un allenatore normale per tutto il resto della mia carriera. Ho tanta voglia di crescere e di lavorare. Per ora le cose stanno andando bene, siamo in zona play-off. L'obiettivo è chiaramente quello di andare in Premier League, ma lavoriamo passo dopo passo. Mi piace fare un calcio propositivo, sempre all'attacco, e fare un bel gioco".

La crisi del calcio italiano è palese, Zola lo conferma a voce alta: "Sono convinto che per tornare ad essere competitivo come negli anni '90 il calcio italiano dovrebbe rinnovarsi, non solamente a livello di impianti. In questo momento in Spagna, Inghilterra e Germania c'è tutto migliore rispetto all'Italia. E gli ultimi scandali non hanno certo contribuito a far riavvicinare la gente. Ho avuto la fortuna in questo periodo di poter ammirare come allenatori Guardiola e Zeman, ho molto da imparare da loro".

La conclusione è dedicata al campionato e ai giocatori che lo esaltano di più in questo momento: "Credo che al momento la Juventus sia la più forte, ma le rivali avrebbero potuto fare qualcosa di meglio. Conte ha sicuramente qualcosa in più, ma mi sarei aspettato qualcosa di meglio dal Napoli. Avrei dato il pallone d'Oro a Pirlo, in Italia mi piacciono molto anche Marchisio e Giovinco. All'estero Hazard, Mata, Oscar, sono giocatori che potrebbero assomigliare al mio modo di giocare".

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