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Il tecnico portoghese lascia in panchina Casillas dopo dieci anni dall’ultima volta: il Real perde a Màlaga e sprofonda a meno 16 dai blaugrana

Barcellona inarrestabile e primo incontrastato. Nove punti di vantaggio a due giornate dal termine del girone d’andata consentono ai blaugrana di sorridere  e andare avanti sereni, nonostante la settimana difficile per via delle notizie sulla salute di Tito Vilanova.

Operato nuovamente per un tumore parotideo, sembra che tutto sia andato bene e i giocatori di molte squadre della Liga sono scesi in campo con la maglia “Animo Tito”, a testimoniare la solidarietà  e la vicinanza del mondo calcistico allo sfortunato allenatore della capolista.

Tutt’altra invece la situazione a Madrid, dove Mourinho non ha problemi di salute ma di sicurezza del posto: adesso anche i tifosi sono contro di lui.

COSA E' SUCCESSO – È stato un turno particolare, “spezzettato” dal giovedì al sabato, e la Liga si congeda dal 2012 con alcune sorprese miste ad altre conferme.

Il 3-1 fuori casa del Barcellona sul Valladolid sta a dimostrare che la squadra è in grado di navigare a vele spiegate verso la vittoria finale anche senza il suo carismatico mister, che dovrebbe tornare tra un mesetto e mezzo una volta terminata la riabilitazione ed il riposo.

Jordi Roura è il vice che prenderà le redini dello spogliatoio fino ad allora, ma i ragazzi hanno risposto benissimo sapendo bene quel che devono fare nel frattempo: vincere.

Chi invece non può godere della stessa stima presso i suoi giocatori è Mourinho, che in preda alla mania di protagonismo ne ha combinata una delle sue. Stavolta però è grossa: Casillas in panchina, Adàn titolare in porta. Il capitano e vincitore di due Europei ed un Mondiale va a fare la panchina ad un ragazzo di poche speranze e scarso background calcistico.

Una buffonata pagata cara, perché il Real va a perdere contro l’ottimo Malaga alla Rosaleda e il portiere non è certo uno dei migliori. Ma è tutta la squadra a non rispondere adeguatamente, e il tecnico è il primissimo responsabile del fallimento del cammino in campionato, segnato già da fine novembre.

Prosegue la sua marcia anche l’Atlètico, che rimane a -9 dal Barça grazie ad un goal del redivivo Adriàn, l’unico che era rimasto a secco tra le punte. Il Valencia respira un po’ d’ossigeno andando a battere per 4-2 il Getafe in una partita della paura, dato che nelle ultime settimane la contestazione e la crisi di risultati aveva bloccato i pipistrelli rimasti mestamente a metà classifica.

Ancora una clamorosa sconfitta dell’Atheltic di Bielsa, stavolta contro il Saragozza: i baschi sono seriamente a rischio di rimanere fuori dalle prime sei posizioni che garantiscono l’Europa. Benissimo il Rayo Vallecano che travolge il Levante in casa, sorpresa invece del Maiorca che espugna il campo del Betis che cede il quarto posto al Màlaga.

Sempre in zona retrocessione, importantissima la vittoria dell’Espanyol in casa contro il Deportivo che permette ai catalani di scavalcarli in classifica e lasciarli ultimi. L’Osasuna perde lo scontro salvezza contro il Granada e chiude l’anno nel peggiore dei modi.

IL TOP – Dobbiamo essere ripetitivi, dobbiamo ammettere che 90 goal (o 91, a seconda delle interpretazioni) in un anno solare sono troppi per non essere celebrati come si deve.

Se ne è parlato tanto, ma bisogna riparlarne perché chiudere un anno come questo con un goal al Valladolid fatto con un tacco di Xavi, tunnel e poi piatto sinistro nell’angolino è l’ennesima perla di Leo Messi, è il regalo di Natale per tutti gli amanti del calcio. Grazie Leo, ricorderemo quest’annata per sempre.

IL FLOP – José Mourinho comandante di ferro, Josè polemico, José sopra le righe. Ma stavolta sbaglia tutto, non si può lasciare una leggenda vivente come Casillas in panchina attribuendogli colpe che non ha.

Le sconfitte sono tutte di Mou e dei suoi giocatori: se si ritrovano a meno sedici punti dal Barcellona, ci saranno motivi più profondi del semplice cambio di portiere che il tecnico non è in grado di vedere e di risolvere.

L’ego smisurato e la voglia di far parlare di sé ha ottenebrato il suo cervello, lasciando al Real nessuna speranza di vincere la Liga ma solo quella di andare avanti il più possibile in Champions. E il Manchester non farà sconti, si sa.

LA SORPRESA – Ottima la stagione del Rayo Vallecano finora, in casa i biancorossi sono una squadra temibile. Rifilare tre reti al Levante non è cosa da tutti i giorni, i 25 punti della squadra madrilena sono un bottino più che rispettabile per una formazione che lotterà per non retrocedere. Bellissimi i goal di Nacho e Piti, due mancini di talento.

TOH, CHI SI RIVEDE – L’Atlètico no riusciva a sbloccar ela partita con il Celta ed ecco spuntare Adriàn, la punta che mancava all’appelklo. Avevano segnato tutte finora: lui ancor no, il suo sinistro al 77° ha permesso all’Atlètico di prendersi la nona vittoria in nove partite casalinghe. Non male, ma per il Barça non bastano lo stesso…

LA CHICCA – Isco e Joaquìn, due trascinatori: se arriva la prestigiosa vittoria contro il Rel è soprattutto merito loro. A fiancai loro nomi però ci va aggiunto quello di Santa Cruz che ha siglato una doppietta decisiva, ma l’apporto dei due centrocampisti nella manovra dei biancomalva è fondamentale.

Del primo si parla benissimo già da un paio di anni, mentre per il secondo è come rivivere una seconda giovinezza. Se reggeranno così fino a fine anno, avranno molto da festeggiare e potranno portare il Malaga dove non è mai stato prima.

 

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