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Il centrocampista del Psg sta dalla parte dello svedese, che può essere squalificato per una tacchettata rifilata al lionese Lovren: "Ci si dimentica che è un campione".

Zlatan Ibrahimovic è fatto così: nel bene o nel male, sulle prime pagine dei giornali lo svedese ci finisce spesso e volentieri. Domenica ha trascinato il Psg al primo posto, poi è entrato nel mirino della critica per una tacchettata sulla tempia di Lovren, difensore del Lione. A difenderlo, ecco Blaise Matuidi.

"Zlatan è il giocatore più rappresentativo della Ligue 1 - dice il centrocampista di Ancelotti, autore del goal partita nel big match del Parco dei Principi proprio su assist di Ibrahimovic - ed è quindi normale che abbia tutti gli occhi puntati addosso. Ma ogni minimo incidente che lo riguarda viene sempre ingigantito".

"Il problema è che molto spesso le sue prestazioni passano in secondo piano, e la gente finisce per dimenticarsi il campione che è - continua Matuidi - Ha portato lustro al calcio francese, è un peccato che si cerchi sempre un pretesto per criticarlo. Ma credo sia anche perché il Psg fa paura".

La tacchettata di Ibrahimovic a Lovren, avvenuta nel primo tempo del match col Lione, non è stata vista dall'arbitro della sfida. Per questo l'ex milanista potrebbe andare incontro a un'altra squalifica, dopo quella di due turni rimediata a novembre, con l'ausilio della prova televisiva.

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