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Il 'Virrey', che non allena dal 2006, succede a Falcioni e torna al club dove ha conquistato tutto. Nel 1996-97 fu chiamato dalla Roma, in un'esperienza sfortunata.

Sembra di essere tornati indietro nel tempo. Agli anni 90 e inizio 2000, per la precisione. Come il River Plate, nostalgico nell'affidarsi a Ramon Diaz, anche il Boca Juniors guarda al futuro ripescando il passato: è ufficiale la nomina in panchina di Carlos Bianchi, al terzo ciclo sulla panchina azul y oro.

Amatissimo dalla immensa folla boquense, Bianchi torna al Boca dopo le esperienze dal 1998 al 2001 e dal 2003 al 2004. Non allena dal 2006, da quando lasciò l'Atletico Madrid, ma nell'ambiente 'xeneize' (genovese, dai fondatori del club) se ne importano in pochi. Basta la magia della sua presenza.

L'epopea del 'Virrey' (viceré) sulla panchina del Boca è coincisa con il periodo più fulgido della storia del club: quattro campionati, tre Libertadores e due Intercontinentali lo hanno issato tra gli immortali della storia boquense. Aveva già conquistato il mondo nel 1994, alla guida del Velez, battendo per 2-0 il Milan di Capello.

La storica conquista regalata al 'Fortin', prima e finora unica nella storia del club, gli era valsa l'opportunità italiana, alla Roma: stagione (1996-1997) da dimenticare, costellata di problemi con Totti. Al ritorno in Argentina, tutt'altra storia: è diventato un idolo massimo del Boca, e lo è ancor oggi.

L'annuncio dell'atteso ritorno è stato twittato dal club della Bombonera. E subito si sono scatenate le reazioni di giubilo della tifoseria gialloblu, mai in sintonia col precedente allenatore Falcioni. Bianchi sarà presentato mercoledì, e chissà che pure il pupillo Riquelme non decida di tornare sui propri passi.

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