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L'attaccante sta provando a convincere la dirigenza del suo club, i NY Red Bulls, a rimanere in prestito a Londra per 5 mesi, e non per 2 e mezzo come lo scorso anno.

Le sue gesta sono più di un ricordo nella mente dei tifosi dei Gunners, in quanto miglior cannoniere di sempre nella storia del club. Di fatto Thierry Henry non è mai andato via dall'Arsenal, come testimonia la statua bronzea che gli hanno dedicato. Il suo teatro era un altro, Highbury, poi demolito per lasciare spazio al progetto Emirates Stadium.

Era già ritornato un anno fa, con il placet societario dei New York Red Bulls, con valigia al seguito, non più carica di sogni, ma ricca d'esperienza. Subito a disposizione del collettivo, si mostrò utile alla causa.

Londra-Henry, il filo invisibile che lega il francese ai Gunners ha un nome e un cognome: Arsene Wenger.
A distanza di un anno la storia si ripete, il manager transalpino lo aveva annunciato nelle scorse settimane. Dunque ci sarà un gradito ritorno nella sessione invernale, le porte dello Stadium si apriranno da sole, senza pass o permessi vari.

Titì, in particolare, starebbe provando a convincere i vertici societari americani a rimanere a Londra più tempo stavolta, esattamente fino al termine della stagione. Dilatare la formula del prestito, non più due mesi e mezzo, bensì cinque mesi: un'iniziativa accolta positivamente dal manager transalpino.

L'ultima parola spetterà adesso alla società statunitense, che potrebbe opporsi, in quanto ciò costringerebbe il francese a saltare un terzo del campionato MLS. Volontà contrapposte che potrebbero collidere, di mezzo una valigia d'esperienza e il cuore Gunner che batte sempre come un tempo.

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