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Il centrocampista, ultimamente alle prese con infortuni e squalifiche, preferisce concentrarsi sulle questioni del campo e smentisce le voci di presunte spaccature nella squadra.

Dopo un avvio super, l'avventura al Psg di Marco Verratti sta subendo un piccolo rallentamento. Niente di grave, intendiamoci, c'entrano infortuni e squalifiche, ma la lontananza dal campo, per l'ex Pescara, si sta facendo sentire. "Sicuramente non è piacevole, sto lavorando molto per recuperare dopo l’infortunio (all'adduttore, ndr) che mi ha tenuto fuori lo scorso week end, peccato per la squalifica che dovrò scontare sabato, ma anche da casa starò vicino alla squadra e martedì finalmente potrò giocare".

Nessuna soddisfazione da parte sua, assicura, nel sentire che a questa squadra sta mancando la sua regia: "No, perché se dicono che manchi è perché la squadra va male e non sta vincendo - le sue parole ai microfoni di 'TuttoSport' - Siamo un ottimo gruppo, posso mancare io o Ibra o qualunque altro, ma c’è chi è in grado di sostituirci, come hanno fatto Matuidi e Chantome contro il Porto".

Secondo 'L'Equipe' lo spogliatoio sarebbe diviso in clan, italiani da una parte, francesi dall'altra: "E’ una cosa che si dice e non capisco proprio perché. E’ chiaro che, parlando lingue diverse, magari con qualcuno non ci esci la sera a cena, ma siamo un bel gruppo, anche fuori dal campo. L’importante comunque è che tra di noi ci sia rispetto e questo succede sempre".

Stando ai 'si dice', il solo Sirigu starebbe studiando attentamente il francese: "Lo parla benissimo, io mi impegno, ma non è facile. Mi rendo conto che per rimanere qui è importante conoscere la lingua francese. Anche Lavezzi ha iniziato ad andare a lezione".

Nessun commento sulle voci di un ritorno di fiamma della Juventus per lui: "Dai, siamo a novembre... Se mi fa piacere? Sì perché la Juventus è una grandissima squadra, ma io devo pensare a giocare bene a Parigi". E il suo futuro, conclude, non dipende da quello del tecnico: "Ancelotti rimarrà qui perché è un grande mister e il periodo negativo non è di sicuro colpa sua. La responsabilità dobbiamo prendercela noi. A volte si caccia il mister perché non si possono cacciare tutti. Ora il momento negativo è passato, abbiamo vinto con il Porto e penso che anche nella prossima partita faremo bene. Da qui a Natale dobbiamo vincerle tutte".

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