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Un altro passo avanti dei blaugrana nella lotta per il titolo: dopo il 5-1 all’Athletic, allungano grazie alle merengues che battono l’Atlètico di Simeone

Un derby vinto per l’ennesima volta, ma il retrogusto amaro di aver fatto un piacere agli acerrimi rivali. Si conclude così la quattordicesima giornata di Liga per il Real, che riesce a sventare la minaccia-derby di Falcao e soci ma regala altri tre punti di vantaggio ai blaugrana di Vilanova, che firmano il loro miglior inizio di stagione della storia: tredici vittorie e un pareggio.

COS'E' SUCCESSO – Che fosse una sfida abbastanza indirizzata quella del Camp Nou lo sapevamo, ma che venissero fuori anche cinque goal contro uno  e un gioco così convincente non era per forza scritto nei libri degli indovini. In fondo, dopo l’abbandono di una leggenda come Guardiola che ha portato questa squadra ai massimi livelli mondiali, non era facile proseguire il lavoro e far sì che tutto funzionasse a meraviglia.

Invece Tito Vilanova, l’uomo umile e silenzioso che sa di calcio e ha fatto da fedele secondo per tanti anni, ha saputo imprimere gli stessi teroemi del suo predecessore senza perdere alcuna brillantezza ed, anzi, dando nuovo vigore ad un gruppo che poteva essere già sazio di ogni vittoria. Bielsa e i suoi ragazzi non hanno potuto nulla contro Messi (arrivato a due reti dal record  di Gerd Muller di goal in un anno solare) e la combriccola dei vari Fàbregas, Villa, Iniesta, Xavi e anche Adriano, che sta sentenziando la sua miglior stagione (anche in zona goal) da quando è arrivato in Spagna.

La straordinaria serie è stata poi festeggiata anche grazie alla sconfitta dell’Atlètico Madrid al Bernabeu: i colchoneros erano arrivati con tante speranze ed una consapevolezza diversa a questo derby, ma la maledizione che impedisce da ben 13 anni ai rojiblancos di vincere una stracittadina ha resistito ancora e sotto i colpi di Cristiano ed Ozil le merengues hanno confermato la supremazia cittadina, anche se rimanendo ancora sotto in classifica rispetto ai “cugini”.

Dagli altri campi le notizie più clamorose arrivano da Valencia, dove i padroni di casa perdono la prima partita al Mestalla ma lo fanno rovinosamente contro la Real Sociedad: un’espulsione di Jonàs poco prima della fine del primo tempo condanna i pipistrelli ad inseguire e a sbilanciarsi per recuperare, finendo però per venire sommersi con cinque reti dai baschi, increduli, dato che solitamente in trasferta non ricevono tanta grazia. A causa di questa débacle, Pellegrino ci lascia il posto a sorpresa.

Si ferma anche il Màlaga, in flessione da qualche domenica, ed esce sconfitto dal match non impossibile con il Getafe; lo supera in classifica il sorprendente Betis, che riesce a far sua anche la sfida delicata del Riazor contro il Deportivo, che ora ha bisogno di tanta fiducia per risollevarsi da una situazione che si è fatta molto critica.  Male anche Granada ed Espanyol, che si fanno bloccare dalla paura e si fermano sullo 0-0, ma è un punto che non serve a nessuna delle due (rispettivamente terzultima e ultima).

IL TOP – Tra i giocatori più in forma del momento annoveriamo di sicuro Rùben Castro: le sue giocate e i suoi goal, otto finora, stanno portando il Betis in posizioni sconosciute o comunque inusuali. Castro è una seconda punta capace di giocare anche da centravanti, avendo tra le sue armi una tecnica davvero ottima. Se continuerà così, insieme a Beñat  può portare i biancoverdi in Europa.

IL FLOP – Tante vittorie, tanta fiducia, tanta voglia di spaccare il mondo. Però, al momento decisivo, una squadra floscia e senza particolare attenzione. L’Atlètico di Simeone non aveva fatto proclami ma lasciava intuire che quest’anno era quello buono per interrompere la serie terribile dei derby persi con il Real, ma anche stavolta hanno deluso. Se la difesa ha mollato e Falcao non ha inciso la colpa è anche del mister che non ha saputo trovare gli accorgimenti giusti contro un  Real Madrid che non sta certo rubando l’occhio ai tifosi.

LA SORPRESA – Il Valladolid sta ampiamente superando le aspettative iniziali. La neopromossa guidata dal tecnico Djukic viaggia ad un livello alto per le sue qualità e ora si ritrova ad appena un punto dietro a chi si trova in zona Europa League. Insieme a Betis e Getafe si contenderà la palma di squadra rivelazione dell’anno, ma loro partono dalla Liga Adelante (Serie B) e ventuno punti prima di Natale sono già un bottino di lusso.

TOH CHI SI RIVEDE –  Piqué è mancato moltissimo al Barcellona, che ha saputo fare a meno di lui e Puyol in questa prima parte di stagione e ha dovuto adattare spesso dei centrocampisti al loro posto. Ora che è tornato fisicamente a posto dopo l’infortunio, il buon Gerard ha anche ripreso a segnare aprendo le marcature contro l’Athletic. Fondamentale.

LA CHICCA – Prima pañuelada dei tifosi e prima sconfitta in casa: licenziato. Non accade spesso, in effetti è stata una doccia fredda ma l’esigente pubblico di Valencia non gli ha perdonato i troppi balbettii di inizio stagione e Mauricio Pellegrino, ex centrale dei pipistrelli e da quest’anno alla guida tecnica, è stato destituito. Al suo posto il traghettatore Ernesto Valverde, che avrà il difficile compito di farsi voler bene dallo spogliatoio e rimettere in carreggiata una squadra che in campionato sta davvero deludendo.

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