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Un altra grande prestazione e l'ottava rete stagionale hanno permesso a Fellaini di mettersi in mostra nel big match contro i Citizens, attirando su di sé l'attenzione dei media.

Alto, altissimo, 194 cm più un cespuglio che fa tendenza, carnagione scura, abile con la palla tra i piedi quanto a riguadagnarsela, all’anagrafe è Marouane Fellaini-Bakkioui, ma nonostante le origini marocchine è di nazionalità belga e sta entusiasmando Goodison Park. Negli ultimi dieci match di campionato ha messo a segno sei reti e tre assist e sta guidando il suo Everton ai vertici della Premier League con la spregiudicatezza di chi già sa che a fine stagione andrà via.

Fellaini fu acquistato nel 2008 dallo Standard Liegi per la bellezza di 15 milioni di sterline (al cambio di allora 18,5 milioni di euro), una cifra che la società di Liverpool non aveva mai sborsato, ma colsero l’affare e non se lo lasciarono sfuggire. Fu presentato come un centrocampista difensivo, il ruolo che da sempre predilige, un instancabile recupera-palloni che non ha paura di fare a sportellate con nessuno, ma da quando Tim Cahill s’infortunò David Moyes ha deciso di impiegarlo più avanti, a ridosso della prima punta.

La trasformazione è stata lenta e graduale e il 25enne belga sta maturando grazie alla sua duttilità tattica che è solo il fiore all’occhiello di un repertorio completo. Piedi da trequartista, agonismo da mediano, colpitore di testa e adesso anche finalizzatore: gli 8 goal messi a segno in questi primi mesi costituiscono già il massimo dei suoi precedenti, ma ciò che sorprende sono la loro incisività. Il 20 agosto ha esordito firmando la rete che ha permesso ai Toffees di battere il Manchester United, una settimana fa ha permesso ai suoi di pareggiare contro l’Arsenal e sabato scorso ha annoverato fra le sue vittime illustri anche i campioni in carica del Manchester City.

Oggi a Goodison Park si vedono più parrucche afro che a un concerto di Bob Marley, Marouane Fellaini è l’uomo della provvidenza, e non c’è da meravigliarsi se il Chelsea pare abbia già offerto il doppio di quanto l’Everton lo pagò quattro anni e mezzo fa. Ha voglia di sfondare e probabilmente è arrivato il momento giusto, verosimilmente non lascerà i Toffees già a gennaio, proverà a riportarli in Europa prima di lasciare Liverpool, ma a fine stagione Moyes difficilmente riuscirà a trattenerlo dalle sirene delle big.

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