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La squadra gallese è tra le sorprese della Premier League. E lo dimostra anche la classifica, superiore ad ogni ottimistica previsione: merito anche del lavoro del tecnico danese

Dopo l'addio di Brendan Rodgers (attuale allenatore dei Reds, al momento con poca fortuna), che è riuscito nell'impresa di riportare lo Swansea in Premier League (il miglior piazzamento è un sesto posto ottenuto con John Toshack in panchina), anche nel 2012-2013, con Michael Laudrup in panchina, le cose non stanno andando affatto male per i gallesi. Ottavo posto in classifica, cinque risultati utili consecutivi, squadra in piena lotta per un posto in Europa, addirittura ancora in corsa per la Champions League.

Il danese, dopo aver visto andare via alcuni dei giocatori più importanti (Joe Allen, passato al Liverpool, e Scott Sinclair, acquistato dal City), grazie alla sua esperienza nella Liga (ha allenato Maiorca e Getafe) ha fatto arrivare dalla Spagna l'ala ex-Valencia Pablo Hernandez, il bomber Michu (ex-Rayo) e il centrocampista olandese De Guzman (in prestito dal Villarreal).

Il gioco dello Swansea è più che gradevole: merito dell'attuale allenatore, merito di Rodgers, ma merito soprattutto di Roberto Martinez. Lo spagnolo ha contribuito alla promozione della squadra in Championship ma ha soprattutto portato un nuovo modo di giocare a calcio, fatto di passaggi e palla bassa, rinunciando alla mentalità britannica che si basa sul lancio lungo e sul gioco fisico. Un tipo di gioco che continua ancora oggi e che sta dando i suoi frutti...

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