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Vittorie altisonanti per blaugrana, colchoneros e andalusi. Il Madrid cade con il Betis e dice addio alle speranze di vittoria nella Liga.

La tredicesima giornata di Liga rappresenterà,  anche a posteriori, uno spartiacque fondamentale nella stagione: nella giornata delle elezioni catalane, il Barça schiera 11 ragazzi provenienti dalla “cantera” e vince dominando con il Levante, staccando il Real Madrid di 11 punti a causa della sconfitta subìta dalle merengues contro il Betis nella “malaugurata” Siviglia. L’Atlètico sta al passo e distrugge un Siviglia inoffensivo, il Màlaga passeggia sul Valencia e si conferma quarta forza del campionato.

COS'E' SUCCESSO - Un’altra volta in andalusia, un’altra volta a Siviglia. Stavolta sono i biancoverdi del Betis a “matare” un Real poco incisivo e fuori forma, come quello visto nelle prime partite di stagione, quando cadde anche dall’altra parte del Guadalquivir andando a perdere contro Negredo e compagni. In questo match l‘unica recriminazione possibile è quella di un mani non fischiato in area betica, ma la sostanza è che è una sconfitta così devastante che lascia le merengues a undici lunghezze dalla capolista, divario impossibile da colmare.

Il Barcellona infatti si diverte e con il Levante mostra la sua versione migliore, grazie alla solita doppietta di Messi e alle splendide reti di Iniesta (mostruoso, anche tre assist) e Fàbregas. Uscito Dani Alves per infortunio nel primo tempo, con l’ingresso di Montoya si è creato un undici titolare composto solo da giocatori nati e cresciuti nel vivaio blaugrana: la migliore dimostrazione della qualità dell’organizzazione barcelonista nonché dell’orgoglio di tutta la regione catalana.

Mentre il Barça si diverte con i suoi gioielli fatti in casa, l’Atlètico Madrid sfodera una grande prestazione che gli consente di rimanere in scia della capolista e godersi la undicesima vittoria in 13 partite. Oltre a Falcao, si sta mettendo in evidenza il giovane Koke, già segnalato su queste pagine varie volte e sempre più parte della formazione-tipo di Simeone: è un ragazzo del ’92 che ha grande corsa e tanta qualità, il suo bellissimo tiro di controbalzo per il 3-0 è una delle chicche di questo centrocampista di casa colchoneros.

Il Màlaga, nella importantissima sfida per la zona Champions contro il Valencia, si scatena e trova una goleada inaspettata: dopo il vantaggio del giovanissimo Portillo, nel secondo tempo le reti di Saviola, Santa Cruz e Isco (sempre più decisivo) chiudono il punteggio sul 4-0, punteggio che il tecnico valenciano Pellegrino non scorderà facilmente. Questa infatti è l’ennesima sconfitta dei pipistrelli conseguita fuori casa.

L’Espanyol perde in casa per due a zero contro il Getafe e, ormai, il tecnico Pochettino è costretto a lasciare il posto:  la situazione si è fatta insostenibile (ultimo posto) e dopo tre anni l’ex difensore argentino ha trovato, di comune accordo con la nuova presidenza (eletto la scorsa settimana Joan Collet), un accordo per interrompere qui il rapporto e consentire alla squadra di ripartire da un nuovo progetto, che probabilmente sarà guidato dal messicano Aguirre (ma anche Marcelino è in lizza). Il primo punto di questa nuova avventura sarà conquistare i punti necessari alla salvezza.  

IL TOP - Andrés Iniesta, detto il Professore, è uno dei candidati al Pallone d’Oro 2012 ma non ha molte possibilità di vincerlo. Nonostante sia uno dei centrocampisti migliori al mondo, ha in squadra un compagno come Messi che spesso monopolizza premi ed attenzioni, anche se Andrés di trofei ne ha già alzati parecchi anche con la nazionale. Ma questa volta la copertina è sua, a Levante il “manchego” devasta la difesa di casa con tre assist vincenti ed un goal molto, molto bello. Semplicemente inarrivabile.

IL FLOP - Ancora fermato in casa l’Athletic Bilbao, stavolta dal Deportivo. Non è più un caso che al San Mamès i leoni baschi non riescano a vincere, sta diventando un punto debole anziché essere quello di forza. Si attende un ritorno alle origini in fretta, quando lo stadio bilbaìno era quasi inespugnabile, altrimenti quest’anno niente Europa o piazzamenti prestigiosi.

LA SORPRESA - Màlaga e Betis rappresentano due realtà diverse ma molto positive di questo primo terzo di stagione. Se i primi avevano già ben impressionato nella scorsa stagione conquistando la qualificazione alla Champions (e ora si confermano alla grande), il Betis invece parte sempre come squadra che deve salvarsi ma che sta andando ben oltre le proprie aspettative. Avevamo segnalato un forte calo dei biancoverdi nelle ultime domeniche, soprattutto per via della débacle nel derby, ma con la vittoria con il Real firmata da Beñat si è riguadagnato tutta la fiducia dei suoi tifosi che sognano un piazzamento finale in Europa.

TOH CHI SI RIVEDE - Finalmente una vittoria fuori casa per il Celta Vigo: dopo cinque sconfitte consecutive in trasferta e nessun punto conquistato, a Saragozza i galiziani passano con una rete del talentuoso Iago Aspas che regala la prima gioia corsara della stagione.

LA CHICCA - Prima a polemica con la Uefa, che aveva ringraziato per il premio ricevuto per le 100 partite in Champions (in realtà mai ricevuto  - frecciata all’organismo internazionale mai amato), appena dopo le pesanti critiche mosse all’arbitro Rocchi per l’arbitraggio in Coppa, ed infine dopo la sconfitta la mossa d’astuzia: come spesso è accaduto, in conferenza stampa ci va Karanka.

I giornali spagnoli si accorgono sempre più delle innumerevoli scuse e giustificazioni che Mou tende a dare per motivare le sconfitte, ma ora anche quelli filo-madridisti si accorgono che c’è qualcosa che non va nella gestione del tecnico portoghese. O si assume le responsabilità di quanto successo finora, altrimenti cominceranno a spazientirsi anche i media che lo appoggiano e che sono sempre felici di raccogliere le sue provocazioni.

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