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Il tecnico italiano risponde al portoghese dopo le 'punzecchiature' nel post-partita dei Manchester City-Real Madrid: "Credo che a volte possa parlare per gelosia".

A pochi giorni dalle 'frecciate' di Josè Mourinho, non si è fatta attendere la replica di Roberto Mancini. Il tecnico italiano non le ha mandate a dire dopo le 'punzecchiature' del portoghese nel post-partita di Manchester City-Real Madrid di Champions.

"Mourinho non è il mio presidente e neanche il mio capo - ha detto il 'Mancio' - e quello che dice non mi interessa, anche perché lui vuole sempre parlare di tutto. Credo che a volte potrebbe farlo per gelosia. Io non starò qui 20 anni, anche se in questo momento ci sono e stiamo lavorando bene. Quando un allenatore ha la sua squadra, che sia a Manchester o a Madrid o anche una piccola squadra, la cosa importante è che sia in grado di far bene il suo lavoro".

Lo 'Special One' aveva provocato il 'collega' dichiarando: "Ammiro la pazienza del City, al posto di Mancini non sarei stato nelle condizioni di tornare a Madrid", evidenziando come i 'Citizens' non siano riusciti a superare la fase a gironi dell'Europa che conta.

E proprio l'eliminazione anticipata, fa traballare la panchina di Mancini che però ostenta sicurezza: "I miei proprietari e il mio presidente capiscono la situazione: ovvero, che è impossibile vincere tutte le partite. Quando perdiamo, loro sono delusi come tutti, come me o come i giocatori, ma bisogna ricordarsi che noi non siamo il Real, lo United o il Bayern, che vincono da cent’anni, noi siamo il Manchester City, che non aveva vinto niente per 35 anni ma che negli ultimi due ha conquistato tre trofei".

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