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L'ex-Pallone d'Oro ha rifiutato di allenare la nazionale del suo paese, dopo che meno di una settimana fa Konkov, vertice della Federazione ucraina gli aveva offerta il posto.

Andriy Shevchenko, ritiratosi dal calcio giocato al termine del contratto che lo univa fino a luglio scorso alla Dinamo Kiev, torna a far parlar di sé rifiutando la prestigiosa panchina della nazionale ucraina che gli era stata offerta nei giorni scorsi da Anatoli Konkov, vertice della Federcalcio trans-carpatica.

Ha parlato di "un passo troppo affrettato" l’ex-attaccante milanista tramite il suo ufficio-stampa. Forse il motivo del rifiuto va inquadrato in un’ottica più ampia, infatti Sheva aveva lasciato il mondo del calcio per intraprendere la carriera politica.

Aderendo al partito "Avanti – Ucraina!" di Natalia Korolevska, durante le elezioni parlamentari di ottobre il suo gruppo ha raccolto poco più di 300mila voti (1,58% del totale) ben lontano dalla soglia minima del 5% prevista dal sistema proporzionale ucraino.

La delusione potrebbe ancora essere cocente, e l’incertezza di proseguire il cammino politico o di rituffarsi in quello calcistico potrebbe aver indotto Shevchenko a rifiutare la panchina della sua nazionale.

"Mi auguro che la Federazione possa capire questa mia scelta"conclude il comunicato con cui l’ex-asso di Dinamo, Milan e Chelsea ha voluto informare riguardo il suo diniego.

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