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Il Friburgo vende buoni giocatori, li sostituisce con i giovani del proprio vivaio e continua a sorprendere. L’Eintracht riprende la corsa.



Il complesso di Norimberga. Negli ultimi cinque anni il Bayern Monaco ha vinto solo una volta sul campo dei cugini bavaresi. Questa volta finisce 1-1: rete di Mandzukic, poi una dormita del portiere Manuel Neuer, su tiro da distanza siderale, costano successo e primo goal subito in trasferta. “Mica possiamo vincerle tutte”, si difende il tecnico Jupp Heynckes, criticato per l’eccessivo turnover in vista della Champions. Pazienza. Perché lo Schalke 04 non ne approfitta.

COSA E’ SUCCESSO – “Abbiamo perso con merito, non possiamo permetterci tanti errori”. I biancoblù affondano a Leverkusen e capitan Benedikt Höwedes alza le braccia: zero giustificazioni. Apre Schürrle, chiude un gran goal di Kiessling. Ma il 2-0 va persino stretto ai padroni di casa. Sorride, invece, il Borussia Dortmund. Tutto facile contro il Greuther Fürth: doppietta del solito Lewandowski più un acuto di Götze. Il Bayern è ancora lontano: nove punti di distacco.

L’Eintracht riprende la corsa. L’allenatore Veh pensa solo alla salvezza? I suoi intanto confermano il terzo posto: 4-2 all’Augusta. Colpaccio del Friburgo nel fortino dell’Hannover, vittoria fortunata dello Stoccarda contro il Gladbach. Il Mainz perde ad Amburgo ma non ci sta: il goal partita di Son era in fuorigioco. Il Wolfsburg sotterra il lunatico Hoffenheim. Anno zero a Brema dopo l’addio del d.s. Klaus Allofs:  la squadra supera il trauma e batte il Düsseldorf in rimonta.

TOP – La citta più ecologica della Germania non poteva che avere una squadra verde. Il Friburgo vende buoni giocatori, li sostituisce con i giovani del proprio vivaio e continua a sorprendere. Applausi per la dirigenza. Applausi, soprattutto, al vulcanico Christian Streich: la salvezza-prodigio della passata stagione e il bel campionato di quest’anno sono merito del tecnico. Che ha modellato il gruppo secondo i propri comandamenti: corsa e tanto agonismo. Funziona.

FLOP – Il depresso Düsseldorf non ne può più dell’isterico Andrej Voronin.  Acclamato al suo arrivo la scorsa estate, l’attaccante sinora ha deluso. Prodezze? Solo fuori dal campo. L’ultima dell’ex Liverpool: a riposo per malattia, mercoledì notte si è fatto beccare in discoteca. Multa della società. “Chiedo scusa, ho sbagliato”, ha ammesso lui il giorno dopo. Salvo mostrare il dito medio ai fotografi durante l’allenamento del venerdì. A gennaio torna alla Dinamo Mosca.

SORPRESA – Quando parla del Brema s’intenerisce. Ma è solo un attimo. Poi Klaus Allofs torna padrone di sé e volta pagina: da mercoledì è il direttore sportivo del ricchissimo Wolfsburg. “Una scelta difficile, lascio dopo tredici anni per rimettermi in gioco”.  Klaus ha deciso di cambiare scrivania all’improvviso. Lui e il tecnico Thomas Schaaf, deluso ma rimasto al proprio posto, hanno fatto la storia del Werder. E’ la fine di un’era. Il punto più alto rimane il titolo vinto nel 2004.

TOH, CHI SI RIVEDE – “Breno? Gli daremo una mano se vorrà ricominciare con il calcio. Gli siamo vicino”. Bayern Monaco e Norimberga non dimenticano il difensore brasiliano, condannato  in primo grado, lo scorso agosto,  a tre anni e nove mesi di carcere per aver dato fuoco  alla propria abitazione. Intanto il ragazzo si mantiene in forma. Continuando a combattere, purtroppo, con i soliti problemi a un ginocchio. In estate poteva finire alla Lazio.

CHICCA – Altro che Ibrahimovic! L’ex attaccante di Schalke e Germania Klaus Fischer prima fa i complimenti a Zlatan per la spettacolare rovesciata contro l’Inghilterra. Poi rivendica il primato della sua prodezza, un goal in acrobazia contro la Svizzera nel 1977. “Io ho colpito il pallone lateralmente, dopo il cross di un compagno – sottolinea Fischer al ‘Rheinischen Post’ – mentre lo svedese aveva la palla davanti a sé”. Così è più facile, giura. Sicuro? (Clicca ui per vedere il goal di Ficher)

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Roma e Inter  seguono Sebastian Jung. Ma il terzino non freme dalla voglia di lasciare Francoforte. “Anche se abbiamo ricevuto offerte dall’estero – conferma alla ‘Bild’ l’agente del ragazzo – l’Eintracht resta il nostro primo interlocutore”. Ventidue anni, Sebastian è una colonna della squadra  rivelazione della Bundesliga. La scorsa settimana è arrivata la prima convocazione con la Germania. Sì, è da prendere al volo.

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