thumbnail Ciao,

Il presidente dell'Uefa ribadisce il secco no all'introduzione della tecnologia nel calcio. Poi rivela: "De Laurentiis mi critica spesso ma è aperto al dialogo".

Michel Platini non vuole saperne, la moviola non s'ha da fare, nè domani nè mai. Il presidente dell'Uefa, in una lunga intervista rilasciata al 'Corriere dello Sport', ha infatti ribadito il secco niet all'introduzione della tecnologia nel mondo del calcio.

Durante la lunga chiaccherata sulle rive del lago di Ginevra, Platini ha spaziato su vari argomenti, partendo dalla nostra Serie A: "Recentemente ho visto Juventus-Inter e Lazio-Roma. La vostra Serie A rimane interessante ed esprime sempre un buon calcio, anche se molti campioni adesso giocano altrove".

Quindi si è soffermato sul difficile momento vissuto dal Milan: "Quella rossonera è la squadra che ha vinto di più sul campo negli ultimi venticinque anni, ma quando sono arrivato io in Italia, era in Serie B.  il calcio è fatto di cicli, ma che i grandi club come il Milan non muoiono mai. Possono avere una o due stagioni difficili, poi però...".

Platini prova a spiegare l'autunno del pallone italico: "Il ranking Uefa è l’espressione dei risultati di un Paese e per risalire la classifica bisogna far parlare il campo. Il nome di una nazione non conta niente, per avere più squadre nelle coppe devi vincere. Io non vivo nel momento, ma nel tempo. Quando ero in Italia, negli anni Ottanta, le squadre potevano avere due soli stranieri, poi sono state aperte le frontiere e sono arrivati grandi giocatori. La storia è fatta di cicli, adesso parecchi campioni vanno altrove, ma tra qualche anno magari torneranno da voi. A livello di nazionale però mi sembra che stiate andando bene visto che siete arrivati in finale agli Europei".

Il presidente dell'Uefa lancia in orbita la nuova generazione tricolore, tecnica e dirigenziale: "Forse la vecchia generazione è finita. Può darsi che Berlusconi nel calcio abbia fatto il suo tempo, come è successo per i predecessori di Andrea Agnelli. Nel calcio le cose cambiano con il passare del tempo. Anche tra i tecnici c’è aria di rinnovamento. Conte, Stramaccioni, Montella e altri tecnici hanno avuto un’opportunità perché diversi grandi allenatori italiani hanno trovato lavoro all’estero. Se Ancelotti, Capello, Mancini, Spalletti e gli altri fossero rimasti in Italia, non so se ci sarebbe stato spazio per i giovani".

Platini spiega poi il proprio burrascoso ma corretto rapporto con il presidente del Napoli De Laurentiis: "Il presidente non è d’accordo con tutto quello che faccio e io non sono d’accordo con tutto quello che dice, ma ci siamo visti a Capri e ogni tanto ci telefoniamo. Parliamo e confrontiamo le nostre visioni diverse del mondo del calcio. Quando ha acquistato il club, non conosceva questo mondo e voleva rivoluzionarlo, ma adesso ha capito molte più cose. Ha avuto il grande merito di aver ridato al Napoli la dignità  la grandezza che merita".

Quindi Platini prova a trovare una soluzione all'annosa questione relativa al razzismo negli stadi: "I razzisti non li vedi perché gridano nascosti dietro ad altre persone. Nessuno va a insultare in faccia una persona di colore, a meno che non abbia dieci come lui alle spalle... Il razzismo e il nazionalismo sono sempre più diffusi e combatterli non è semplice, bisognerebbe mettere un poliziotto dietro ogni persona allo stadio. Punire le società invece non è giusto perché non c’entrano niente con la stupidità dei loro tifosi".

Su Italia-Francia in programma stasera a Parma l'ex numero dieci transalpino dichiara: "La partita non la seguirò perché sarò a vedere Irlanda-Grecia dove comunque incontrerò altri due italiani. Tardelli e il Trap, che è sempre sulla cresta dell’onda".

Infine Platini ribadisce il proprio no alla moviola in campo: "Con la moviola nel calcio, un’azione non finirebbe mai e poi vorrei capire come sarebbe utilizzata. Per un fallo non fischiato a metà campo dal quale nasce una rete? Per un calcio d’angolo non assegnato? Per un rigore non concesso o concesso ingiustamente? Il gioco deve essere continuo, non si può vivisezionare ogni azione anche perché si possono trovare molti spunti per chiedere la moviola. Io sono a favore della giustizia, ma la giustizia non è data dalla moviola".

"Non dimentichiamo poi che la moviola costa molto perché le tv non darebbero gratuitamente l’utilizzo delle loro telecamere.
- ha aggiunto - E chi gestisce le telecamere? Sicuri che non ci sarebbero polemiche su come verrebbe schiacciato un bottone o su come verrebbe visionato questo o quel filmato? Quando c’è di mezzo un essere umano, l’errore è sempre possibile".

E anche sull'ipotesi di uso della tecnologia per risolvere l'annosa questione del goal-non goal, Platini sembra chiudere: "Una stagione con cinque arbitri per la Champions League e l’Europa League costa due milioni di euro. Per avere nelle stesse gare la “goal-line tecnology” dovremmo pagare il primo anno trentadue milioni di euro che salirebbero a cinquantaquattro in cinque stagioni. E Blatter dice che costa troppo tenere cinque arbitri a partita... Mi fermo qui e non parlo del 5% che la Fifa prende di tassa per la “goal-line tecnology”...".

Si chiude con la stoccata a Raiola, che aveva accusato Fifa e Uefa di essere arretrate e mafiose: "Non so chi è. Mi sono informato solo dopo che ho letto le sue frasi. Lasciamo stare".

Sullo stesso argomento