thumbnail Ciao,

Solskjaer ha appena vinto con il Molde il titolo norvegese per il secondo anno consecutivo. Si comincia a parlare di un suo possibile approdo sulla panchina del ManU.

Ole Gunnar Solskjaer quando a cavallo del secolo scorso giocava all’Old Trafford per i tifosi dello United era “super sub”, cioè il panchinaro di lusso. Invece per il suo mentore, sir Alex Ferguson, era molto di più. Lo chiamava infatti man of the destiny, l'uomo-provvidenza, soprattutto dopo che il suo gol all’ultimo secondo nella finale di Madrid valse al ManU una Champions incredibile ai danni del Bayern e lo storico “treble” del 1999.

Ora provvidenza Solskjaer fa l’allenatore e pare piuttosto bravino tanto che la settimana scorsa ha rivinto il titolo nazionale norvegese con il suo Molde. Il suo antico maestro di campo, sir Alex lo sapeva e, secondo quanto riporta oggi Tuttosport, quando il piccolo scandinavo intraprese la nuova carriera, disse alla stampa: “Molti calciatori, a fine carriera, vogliono allenare solo perché non hanno idea di che altro fare. Ole invece ha sempre voluto fare l’allenatore, fin da quando era giovanissimo”. Insomma, rapportata al calcio, quasi una benedizione papale.

Nel 2007 Ole smise con il calcio giocato per via di un brutto infortunio  e, dopo ben 126 gol in 366 presenze con i Red Devils, decise di seguire la vocazione. Prima la squadra riserve del Manchester, con cui vinse due campionati e alcuni tornei. Poi l’anno scorso ci fu l’offerta del Molde, la squadra della sua formazione giovanile prima del salto nel grande calcio nel 1996. E Ole, accettando, smentisce il famoso detto per cui nessuno diventa profeta in patria, vincendo due titoli in due anni. Domenica, nemesi perfetta, un panchinaro gli ha regalato il titolo, il nigeriano Chukwu ha realizzato il gol vittoria contro l’Honefoss, dando al Molde il conforto della matematica e invece ai rivali del Rosenborg lo sconforto della sconfitta.

Solskjaer rivendica orgogliosamente il doppio successo: “Abbiamo dimostrato che si può vincere per due anni di fila anche senza chiamarsi Rosenborg”, ovvero, citando proprio il club norvegese che ha vinto 17 titoli negli ultimi 20 anni, valorizza ancora di più l’impresa della sua squadra.

Che farà ora il super-sub? Non è v’è dubbio che sia predestinato ad una grande panchina, molto presumibilmente della Premier League e pare, stando a Tuttosport, che Solskjaer abbia già rifiutato la panchina del Portsmouth e successivamente dell’Aston Villa. “Nella vita bisogna avere grandi sogni e grandi obiettivi” dice Ole. “Io ho appena iniziato, prima o poi il mio momento arriverà”. Sembra che negli ultimi tempo l’abbia cercato anche il  Bolton, dopo l’esonero di Owen Coyle,  ma anche alla squadra dei dintorni di Manchester, attualmente in Football League, la risposta è stata un cortese diniego. “Si, mi hanno contattato alcune squadre, ma a tutte ho risposto che è un po’ troppo presto. Devo imparare ancora tanto e non voglio bruciarmi subito”.

Chissà se è prudenza o semplice temporeggiare. Solskjaer  infatti sta forse aspettando la chiamata del suo United. Alex Ferguson tra poco compirà 71 anni e da qualche tempo si inseguono le voci sul successore, dallo special one a Pep Guardiola. Perché non pensare anche all’allenatore norvegese? Certo per il trentanovenne Solskjaer  il fattore esperienza non gioca a favore, ma alcune carte buone il norvegese le ha: conosce l’ambiente e per Sir Alex è un figlio calcistico, tanto che in più di un’occasione lo ha elogiato pubblicamente, al punto che potrebbe anche decidere di restare per aiutare il suo inserimento nella gestione della prima squadra. Fantasie? Per ora si, ma la bravura del giovane allenatore norvegese e la benevolenza di sir Alex rendono lecite queste supposizioni.

Sullo stesso argomento