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Il brasiliano Hulk, ex attaccante del Porto arrivato nelle ultime ore di mercato allo Zenit di San Pietroburgo, ha parlato della sua scelta di accettare la lontana Russia.

Qualche anno fa, una scelta del genere sarebbe stata certamente difficile da prendere, se non impossibile: rifiutare l'Inghilterra per la Russia non è ovviamente la più semplice delle decisioni. Controcorrente come sempre, il brasiliano Hulk, ha però preferito fidarsi della bontà del progetto dello Zenit di San Pietroburgo, catapultandosi in una realtà fredda e senza dubbio nuova.

Alla punta ex Porto, come spiegato in un'intervista rilasciata al sito ufficiale della FIFA, è bastata la parola di Luciano Spalletti, tecnico italiano, abile oratore con idee abbastanza chiare: "Avevo tante proposte - racconta Hulk a 'FIFA.com', ma lo Zenit è stato convincente. Spalletti è venuto a parlarmi e mi ha esposto molto bene il progetto del club. In futuro sono certo che lo Zenit sarà una delle più grandi squadre d'Europa".

A Givanildo Vieira de Souza, nome intero del sudamericano, il carattere non manca affatto, e basta leggere le sue spiegazioni sul ruolo scelto in campo per comprenderlo: "Non sono mai stato un centravanti, sono più una seconda punta. Mi piace giocare la palla e portarmi dietro gli avversari". E poi ci sono quelle bombe che addirittura a Christian Abbiati hanno lasciato i lividi sulle braccia: un giocatore davvero completo.

Una carriera, quella dell'attaccante classe '86, segnata dai numerosi trasferimenti: sono già 3 i continenti in cui Hulk ha giocato, passando dal caldo Brasile, all'iper tecnologico Giappone, proseguendo con Portogallo e proprio Russia. "In passato ho giocato in Giappone e in Portogallo, pochissimo in Brasile.  Il nome Hulk? Mi piaceva il personaggio dei fumetti - ha concluso l'attaccante dello Zenit -, e così sono sempre stato Hulk".

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