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L'allenatore rumeno dello Shakhtar Donetsk ha parlato del suo giocatore, che tanto bene sta facendo anche in Champions League con la squadra ucraina.

Nell'intervista rilasciata a 'La Gazzetta dello Sport', Mircea Lucescu, allenatore dello Shakhtar Donetsk e vecchia conoscenza del calcio italiano, descrive il maggior talento della nazionale armena che gli azzurri incontreranno venerdì alle 19 a Yerevan per il match di qualificazione ai mondiali brasiliani.

Se è vero che come ha dichiarato recentemente Aldo Dolcetti, mister della primavera del Milan, che Mircea Lucescu è bravo anche a fare giocare a calcio gli scarponi, questo non pare essere il caso di Enrikh Mkhitaryan, che il talento già lo portava in dote. Mircea lo ha prima allevato allo Shakhtar e spingendo poi la società a cedere il brasiliano Jadson, gli ha fatto posto sulla trequarti: "All'inizio lo mettevo in mediana e per lui è stato fondamentale, perché lì ha imparato recuperare il pallone, a sviluppare capacità nella fase di non possesso. Ceduto Jadson, ho pouto metterlo più in avanti perchè a centrocampo il suo talento era sprecato".

Probabilmente il ruolo del ventitrenne armeno potrebbe essere quello che un tempo si definiva centravanti di manovra o, per dirla in termini più moderni e alla catalana, 'falso nueve': "E' una via di mezzo. Forse più trequartista che centravanti, anche se l'ultimo passaggio non è la sua specialità. È giocatore atipico, speciale, forte nelle accelerazioni. Sto pensando a chi assomiglia, perché so che me lo chiederete, ma non saprei trovare il paragone giusto. Ho allenato tanti giocatori, però uno così non l'ho mai avuto. Ecco diciamo che ha la stessa falcata di Kakà, il marcatore soffre il suo cambio di passo anche se a differenza del brasiliano lui partecipa alla fase difensiva".

Il guru rumeno passa poi a prevedere l'andamento del match contro l'Italia: "Il CT armeno probabilmente lo schiererà dietro un centravanti puro sulla trequarti e questo lo porterà ad agire nella stessa zona di Pirlo'. Altro talento che Lucescu, allenatore del Brescia, aiutò ad emergere portandolo appena sedicenne a debuttare nel grande calcio. 'I due sono destinati a incrociarsi, penso che Andrea contro Mkhitaryan abbia bisogno di aiuto, quando il pallone ce l'avrà l'Armenia: può essere quello un confronto cruciale della partita anche se l'Italia è più forte, non ci sono dubbi, ma dovrà stare attenta, perchè troverà uno stadio entusiasta con uno spirito nazionale molto forte che potrà aiutare la propria nazionale a mettere in difficoltà gli azzurri".

Si chiude con le ipotesi di mercato sul talento armeno: "Abbiamo rifiutato un'offerta per Henrich dallo Zenit San Pietroburgo. Cercherò di trattenerlo perché lo Shakhtar ha bisogno di lui, anche se alla fine tutti hanno un prezzo. E' giovane e farà una grande carriera. Ed è anche un ragazzo molto intelligente, parla diverse lingue, tra cui il portoghese perchè da bambino ha vissuto per un po' a San Paolo, in Brasile. Sua madre gli fa da agente e lui è ancora molto dipendente da lei, forse anche perchè suo padre, che era un bravo calciatore è morto giovane. Ha pure una sorella che lavora all'Uefa come assistente di Platini. Mkhitaryan è il tipico armeno cosmopolita. Gli armeni sono dappertutto, un po' come lui sul campo. Fate attenzione".

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