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Per Lippi l'esilio cinese non è così dorato: Guangzhou Evergrande fuori dalla Champions d'Asia, l'ex ct azzurro è in discussione

Non è bastato ai cinesi il 2-1 all'Al Ittihad nel ritorno dei quarti: all'andata gli arabi avevano vinto per 4-2. Marcello recrimina: "Meritavamo noi, questo è uno sport crudele".

Era arrivato come un Messia, come colui che più degli altri avrebbe contribuito allo sviluppo tecnico del milionario calcio cinese. Ora, Marcello Lippi è in discussione. Tutta colpa della precoce eliminazione del suo Guangzhou Evergrande dalla Champions League asiatica.

Secondo i media cinesi l'ex ct dell'Italia, campione del Mondo nel 2006, rischierebbe addirittura l'esonero. Anche se non si possono non tenere in conto gli 11 milioni annui che il club gli ha promesso per convincerlo ad abbracciare il 'progetto' asiatico, il che riduce di molto la possibilità di un licenziamento. 

Comunque sia, Lippi non è riuscito a portare a casa la più importante competizione d'Asia, fortemente desiderata dal proprietario Liu Yongzhuo. Ieri è giunto un successo nel ritorno dei quarti, 2-1 all'Al Ittihad grazie alle reti dei due giocatori più rappresentativi, Lucas Barrios e Dario Conca. Ma gli arabi avevano vinto per 4-2 all'andata, e allora in semifinale ci vanno loro.

"Lo sport più essere crudele - ha commentato Lippi nel post partita - Credo che meritassimo di passare il turno, perché abbiamo giocato bene nonostante qualche giocatore non al massimo, come i primi due portieri e il brasiliano Muriqui, e abbiamo creato tanto. Avevamo lavorato tutto l'anno per raggiungere questo obiettivo".

Ora, per Lippi vincere almeno un trofeo tra quelli che restano è un obbligo. "Concentreremo gli sforzi sulla Super League e sulla coppa nazionale: vogliamo assolutamente vincerle". In campionato il Guangzhou Evergrande sta andando bene: dopo 26 giornate comanda con 51 punti, anche se deve dividere il primato con il Jiangsu Sainty.

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