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Il regista pescarese (vent'anni a novembre) ha raccontato di trovarsi a meraviglia in Francia, ma di avere tanta nostalgia di casa: "Tornerò appena avrò due giorni liberi".

L'entusiasmo di Marco Verratti è contagioso. "Faccio quello che adoro di più nella mia vita: giocare a calcio". Il playmaker pescarese, vent'anni non ancora compiuti (li farà a novembre), è già diventato il padrone del centrocampo del Paris Saint-Germain. Un ragazzino alla guida di un carrozzone che vede in pista campioni come Ibrahimovic, Thiago Silva e Pastore.

"Fa piacere leggere e sentire tanti complimenti, ma per me questo è solo un punto di partenza - racconta Verratti al quotidiano 'Il Centro' - Voglio continuare così cercando di migliorare giorno per giorno". L'esordio in campionato, confida, è stato da brividi, ma mai quanto la prima in Champions: "Avevo la pelle d’oca. Ancelotti mi ha tranquillizzato dicendomi: "Vai in campo e fai quello che sai fare con tranquillità". Il mister mi sta dando tanta fiducia e sono contentissimo".

Con il francese non c'è ancora tanta dimestichezza, ma per sua fortuna nello spogliatoio del Psg "in tanti, come Lavezzi, Ibra, Pastore, Ancelotti, parlano in italiano, e per me è un vantaggio".

A Parigi, Verrattì - come lo chiamano in Francia - si sta trovando "divinamente. La città è stupenda e quando non ho gli allenamenti mi piace andare in centro. A Parigi puoi fare di tutto ed è una città molto ben organizzata". Peccato solo per una piccola disavventura con i condomini del suo palazzo... "Siccome voglio vedere tutte le partite del Pescara su Sky, ho montato sul terrazzo una parabola satellitare. Dopo qualche giorno me l’hanno fatta togliere perchè non posso metterla sul terrazzo".

E non è vero, rivela, che Ibra sia antipatico come in molti dicono: "E' davvero una persona eccezionale. Dal di fuori sembra un tipo scontroso, ma non è così. Mi sta aiutando molto in campo e durante gli allenamenti. Quando non mi alleno esco spesso con Lavezzi, Pastore e Maxwell".
 
Pescara, ad ogni modo, gli manca "da morire. Non torno a casa, a Manoppello, da due mesi. Ho una nostalgia pazzesca. Per fortuna, da quando sono arrivato a Parigi, sono sempre venuti a rotazione tutti gli amici e la mia famiglia. Non mi sono mai sentito solo. Quando torno? Appena avrò un paio di giorni liberi. Forse dopo la partita di sabato faccio un salto a casa, ma non sono ancora sicuro".
 
I colori biancazzurri, naturalmente, rimarranno sempre nel suo cuore: "Ho visto tutte le partite del Pescara e mi dispiace che non sia riuscito a vincere. Contro la Samp non ha fatto male e sono sicuro che si salverà".

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