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A distanza di qualche mese Lavezzi torna a parlare del Napoli e della tifoseria, molto più calda di quella parigina. Sul futuro del PSG non ha dubbi, ma bisogna migliorare.

Vedi Napoli e poi muori, non resisti, ci resti affezionato, soprattutto se non hai potuto dire no ad un’offerta che può arrivare solo una volta nella vita e se vuoi cambiare aria. Ezequiel Lavezzi, un trascinatore, l’anima del trio delle meraviglie appena può torna a parlare del Napoli, dove ha lasciato se stesso, dove si è costruito fenomeno.

Già da twitter aveva fatto i complimenti ai compagni e a Insigne, degno sostituto dell’argentino, poi, intervistato dal 'Mattino' ha parlato del rapporto che aveva con la città e la tifoseria ricordando si il grande affetto attorno alla squadra ma anche il peso di un ambiente che tende a volte a rendere la vita più difficile: "A Napoli tutta la città seguiva le vicende ogni ora, sette giorni su sette, con una grande passione.

I tifosi ci fermavano per strada per parlare della partita mentre a Parigi la vita è più semplice, si può camminare per strada. Presto andrò nei negozi, cosa che non ho potuto fare tranquillamente in Italia: quando uscivo, i tifosi venivano sempre a parlare con me, era impossibile muoversi da casa".

El Pocho dice di non voler essere un dio, ma spera di diventare un idolo anche sulle rive della Senna:"Mi auguro di essere ricordato dai tifosi del Paris St. Germain così come sono stato ricordato dai napoletani. Questo verrà automaticamente se giocherò bene".

Sul dream team allestito dal facoltoso sceicco fuga ogni perplessità: "Leggendo i grandi nomi che la compongono, sicuramente questa è la squadra più forte in cui ho mai giocato. Sulla carta, non ci sono dubbi. Ma dobbiamo aspettare e migliorare, soprattutto sotto l’aspetto del gioco, perché sotto siamo ancora un po’ approssimativi e ogni giorno è buono per conoscerci meglio".

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