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Il mancino del 'Peixe', in litigio con la società a causa del rinnovo del contratto, potrebbe restare in terra paulista. Ma il presidente santista tuona: "Vale 7 milioni di euro".

Come cambiano le cose in un ristretto lasso di tempo. Lo scorso anno, non passava giorno senza che Paulo Henrique Ganso venisse accostato al Milan. Ora, per il santista, di Europa e di Italia non si parla più. Il suo futuro sarà ancora in Brasile. Ma non al Santos, dove ormai tutti gli hanno voltato le spalle a causa delle bizze sul rinnovo del contratto.

Si è parlato di Internacional, Fluminense, Gremio. Da tempo lo sogna il Flamengo, invano. Chi pare poter finalmente mettere le mani sull''Oca' è il San Paolo: trattativa confermata dallo stesso presidente del Santos, Luis Alvaro de Oliveira Ribeiro. Che ha già stabilito il prezzo: 23 milioni di reais, ovvero 11 milioni di euro. Tanti, ma sempre meno dei 53 inizialmente previsti dalla clausola rescissoria.

"Questo è il prezzo richiesto per il trasferimento del giocatore - ha affermato con decisione il numero uno del 'Peixe', la storica squadra dove giocò Pelé - Non c'è nessun margine perché possiamo accettare una proposta inferiore da parte del San Paolo: da parte loro sarebbe soltanto uno spreco di carta".

Il club 'tricolor', per la cronaca, aveva già fatto pervenire al Santos due offerte: rifiutate entrambe. E d'altronde trattare non è facile, visto che il 55% del cartellino del giocatore è detenuto dal Gruppo DIS. Quel che è certo è che Ganso non resterà alla 'Vila Belmiro': tra scambi di dichiarazioni polemiche e accese manifestazioni contro di lui da parte dei tifosi, quella del Santos ha smesso da tempo di essere anche la sua casa.

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