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Se il fenomeno del suo Barcellona era Ronaldinho oggi c'è Messi: "E' uno che ha fatto tanta strada, migliora giorno dopo giorno. E' un gioiello del calcio mondiale".

L'amichevole che vedrà la sua Arabia Saudita sfidare la Spagna, sarà l'occasione per il ct Frank Rijkaard di tornare in un paese nel quale si è tolto le maggiori soddisfazioni da allenatore.

Da tecnico del Barcellona infatti, l'olandese ha vinto due campionati, due Supercoppe di Spagna ed una Champions League. Secondo Rijkaard, il Barça che allenava lui è molto diverso da quello di oggi perchè questo può contare su una 'cantera' quanto mai prolifica: "Negli ultimi anni è stato il settore giovanile il grande segreto del Barcellona. Ci sono tanti giocatori in prima squadra che sono cresciuti nel club. Questo vuol dire che hanno mentalità vincente e umiltà per imparare, come se non bastasse sono quasi tutti catalani ed è nell'indole del catalano essere lavoratore".

Il suo Barcellona invece puntava di più su giocatori stranieri: "Le due epoche non si possono paragonare, ma questo non vuol dire parlar male degli stranieri. Io avevo per esempio Ronaldinho, un ragazzo che ha portato entusiasmo e speranza nella gente. In tanti hanno creduto in un progetto proprio grazie a lui".

Se il fenomeno del suo Barcellona era Ronaldinho oggi c'è Messi: "E' uno che ha fatto tanta strada, migliora giorno dopo giorno. E' un gioiello del calcio mondiale, speriamo che resti per tanti anni al Barcellona".

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