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Dopo la Roma, e la rescissione, il centrale argentinp è tornato in Sudamerica, che aveva lasciato nel 1996/1997: "E' bello tornare nel club che mi ha reso noto".

In Sudamerica, decisamente più che in Europa, è una routine. Si lascia il proprio continente per approdare in uno nuovo, dove le opportunità calcistiche sono migliori rispetto al proprio paese d'origine. Prima o poi però, come Gabriel Heinze, si ritorna a casa.

Ci ha messo più di quindici anni il 34enne di Crespo a tornare nella sua Argentina, in maglia Newell's Old Boys. Una stagione nel 1996/1997, poi tanti trofei vinti in Europa e il ritorno, dopo la rescissione con la Roma, per rivestire nuovamente tale casacca.

"Ho detto loro che se vedranno che il mio rendimento in campo non li soddisferà, mi metterò da parte senza problema. Sono qui perchè ho seguito il cuore, è bello tornare nel club che mi ha reso noto al calcio che conta" riferisce l'ex Real Madrid e Manchester United.

La presenza del tecnico Gerardo Martino sulla panchina della squadra è stata determinante per la scelta di vita:  "Gli avevo promesso che se avessi deciso di tornare in patria, avrei dato la priorità al Newell’s, e così è stato".

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