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Mai più morti improvvise nel calcio! La Fifa ordina: "Defibrillatori in tutti gli stadi" e pensa anche ai controlli antidoping per gli arbitri...

Il massimo organismo calcistico internazionale ha deciso di passare all'azione sul fronte della prevenzione medico-sanitaria. Allo studio anche i test antidoping per gli arbitri.

Casi come quello di Piermario Morosini non devono verificarsi più. Ecco perchè la Fifa ha deciso di passare all'azione, richiedendo la presenza dei defibrillatori in tutti gli stadi. "Ci deve essere un defibrillatore in ogni campo", ha spiegato oggi a Budapest Michel D'Hooghe, numero 1 della commissione medica Fifa.

Il massimo organismo calcistico internazionale vuole prevenire in questo modo il verificarsi delle tragedie che negli ultimi mesi in particolare hanno sconvolto il mondo dello sport. Ai settori medici delle società verrà inviata dunque una sollecitazione per partecipare alla formazione di un enorme database mondiale, atto a prevenire i casi di morte improvvisa sul terreno di gioco.

Negli ultimi 5 anni, secondo le statistiche, sarebbero stati ben 84, come ha riferito lo stesso D'Hooghe, e solo nel 20 per cento di questi c'era un defibrillatore sul campo.

Ma la Fifa sta studiando anche un altro tipo di innovazione: il test antidoping per gli arbitri. "Dobbiamo guardare all'arbitro come parte del gioco", ha spiegato lo svizzero Jiri Dvorak, medico capo della Fifa, che ha posto l'accento sull'enorme stress psicofisico a cui vengono sottoposti i fischietti.

L'inglese Howard Webb, scelto per dirigere l'ultima finale dei Mondiali tra Spagna e Olanda, si è detto a favore: "Non credo che sia un problema per nessuno di noi, perchè noi non partecipiamo in senso classico alla competizione. Ma se la Fifa lo vuole fare e si dimostra che tutti sono puliti, sta bene anche a noi".

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