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A Wembley Blues e Reds si affrontano per l'ennesima volta nelle ultime stagioni. Per Di Matteo è la prima chance di sollevare un trofeo al cielo.

Dati alla mano, la finale di FA Cup pronta ad andare in scena è la nuova classica del calcio inglese. Negli ultimi dieci anni Chelsea e Liverpool si sono incontrate un'infinità di volte (ben 35), disputando addirittura dieci incontri in Champions League (sei validi per semifinali, che due volte su tre hanno garantito la qualificazione ai Reds).

Nella stagione attuale i due scontri diretti tenutisi allo Stamford Bridge, il primo in Premier e il secondo in Coppa di Lega, sono stati entrambi appannaggio dei ragazzi in rosso. In quei mesi, però, sulla panchina della compagine londinese sedeva il portoghese André Villas-Boas. Un investimento rivelatosi del tutto fallimentare per Roman Abramovich, tra penali da pagare per strapparlo al Porto e il resto del contratto milionario da onorare.

Ora ad allenare il Chelsea c’è il carneade Roberto Di Matteo, che ha iniziato il 2011-12 da assistant manager e nel momento cruciale dell’annata si ritrova sulla plancia di comando a giocarsi le finali di due delle competizioni calcistiche più prestigiose del mondo del calcio (FA Cup e Champions League).

L'ex centrocampista della Lazio ha un ricordo molto dolce degli atti conclusivi della FA Cup vissuti in campo con la maglia blu e il leone sul petto. Nel 1997 aprì lo score nel 2-0 inflitto al Middlesbrough di Ravanelli e Festa con quello che è rimasto per 12 anni il goal più veloce nella storia delle finali. Per portare i suoi in vantaggio ci mise 42 secondi, un record che gli è stato sottratto nel 2009 da Louis Saha e che ora è di soli 25 secondi.

Nessuno potrà invece mai eguagliare quanto fatto nel 2000, quando contro l'Aston Villa Di Matteo segnò addirittura l'unica rete dell'ultima finale nel vecchio Wembley. A proposito di record, trionfando anche quest'anno Ashley Cole potrebbe migliorare il suo di Coppe vinte in carriera. Ora è a sei, una in più di quattro calciatori di fine '800. Cole, con Didier Drogba, John Terry e Frankie Lampard è uno degli alfieri della vecchia guardia “nemica giurata” di Villas-Boas.

Tornando agli scontri diretti, in realtà i due team di finali contro ne hanno disputata solo una, ma in Coppa di Lega. Vinse il Chelsea ai supplementari, con gesti non proprio oxfordiani rivolti da José Mourinho ai tifosi del Liverpool. Gerrard e compagni proveranno a cancellare quel brutto ricordo e a centrare il secondo double della loro storia nelle coppe nazionali (l'altro è datato 2001).

I Reds, un po' come il Chelsea, hanno profondamente deluso in campionato, tanto che in zona Champions League non si sono mai nemmeno visti. Le mille polemiche (e tante giornate di squalifica) provocate dal caso di razzismo che ha visto coinvolto l'attaccante uruguayano Luis Suarez (insulti al Red Devil Patrice Evra) non hanno certo aiutato, così come i tanti infortuni a Steven Gerrard e il rendimento non eccelso di giovani strapagati quali Andy Carroll e Jordan Henderson.

Il match potrebbe segnare l'addio definitivo alla panchina dei Reds dell'icona Kenny Dalglish. Chiamato nel gennaio del 2011 al capezzale del team che aveva contribuito a rendere grande, sia da giocatore che da manager, per rimediare ai danni fatti da Roy Hodgson, King Kenny potrebbe essere sostituito a breve dalla proprietà a stelle e strisce.

Lui era in campo in un celebre quinto turno di coppa giocatosi nel 1982 al vecchio Stamford Bridge (quello con le gradinate e senza il Chelsea Village dietro la Shed) e finito 2-0 per i Blues, che allora vivacchiavano in Second Division ma si presero lo stesso il lusso di battere i campioni d'Inghilterra. Anche senza i soldi di Roman Abramovich il Chelsea in FA Cup compiva lo stesso imprese storiche.

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