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Il tecnico dello Swindon Town, appena promosso in League One: "I fatti di Genova? Io la maglietta non me la sarei mai tolta. Protestare ci sta, ma va fatto in maniera civile"

Sabato 21 Aprile ha portato matematicamente lo Swindon Town in League One, ma lui, Paolo Di Canio, non si dice ancora troppo soddisfatto in un'intervista ai colleghi di "Premium Football Club": "Sono molto contento del traguardo che siamo riusciti a raggiungere, ma i giocatori nelle ultime partite mi hanno fatto arrabbiare. Come allenatore non prendo spunto da alcun collega, ho le mie idee e faccio tutto il possibile per portarle avanti".

L'ex attaccante della Lazio, un grande idolo degli ultrà biancocelesti, ha parlato ovviamente pure di calcio italiano, dello scandalo di Genova e della sua ex squadra. "Continuo a seguire il nostro calcio da qui, per ora però posso dire di star bene in Inghilterra e a un ritorno non ci penso. I fatti di Genova? Io non sono contro gli ultrà, anzi se andiamo a vedere sono uno di loro, ci sta contestare, bisogna però farlo in maniera civile senza andare a esagerare".

Infine eccolo, l'orgoglio mai nascosto: "La pagina più brutta della partita tra Genoa e Siena è stata quando i giocatori si sono svestiti, io non avrei mai fatto una cosa del genere, nemmeno se fossero stati in 2mila a chiedermela".

Per chiudere, una battuta sulla Lazio e la rincorsa al 3° posto valevole per l'accesso ai preliminari della prossima Champions: "Hanno discrete possibilità, purtroppo questo non per i meriti loro però, ma per la scarsezza degli avversari!".

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